Una ventina di compagnie aeree lasciano a terra i Boeing 737- Dalle 21 anche l’Italia

Un Boeing 737 Max della compagnia Air Italy (Foto da web - Il Messaggero)

L’ultimo Paese che ha deciso nelle scorse ore di non fare più volare gli aeroplani Boeing 737 è l’Australia, aggiungendosi a Singapore, Corea del Sud, Indonesia, Cina ed Etiopia, dopo il disastro aereo di domenica, che ha visto cadere il 737 dell’Ethiopian Airlines, diretto a Nairobi, precipitato dopo il decollo da Addis Abeba. Tutti morti i 149 passeggeri e gli otto membri dell’equipaggio.

Il governo australiano ha reso noto che la sospensione dei voli Boeing 737 è una scelta temporanea, mentre si sta facendo chiarezza sulla sicurezza di tali modelli.

Dalla casa produttrice americana dei Boeing 737, cui il mondo sta guardando con particolare apprensione, soprattutto al modello Max di ultima generazione, come quello caduto due giorni fa, è stata confermata l’esecuzione di un primo aggiornamento al software di bordo, quello che avrebbe contribuito al disastro. Tale aggiornamento dovrà essere completato entro aprile, come già previsto anche prima dell’incidente.

Da Air Italy, la compagnia italiana che possiede tre 737 (Alitalia nemmeno uno), nessuna decisione di lasciare a terra i Boeing, sebbene si stia seguendo lo sviluppo degli eventi, tra accertamenti e modifiche ai dispositivi di sicurezza, annunciati.

AGGIORNAMENTO alla news delle 17.30: Anche l’Italia, dalle 21 di stasera, non avendo ricevuto ulteriori indicazioni sulle cause del disastro aereo in Etiopia, chiuderà lo spazio aereo nazionale ai Boeing 737 Max, come hanno deciso di fare nelle ultime ore anche Gran Bretagna, Germania, Francia e Austria.

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