sabato, 2 Dicembre 2023

Tre domande per i candidati a sindaco: ecco la loro visione di inizio mandato

Al via da oggi la pubblicazione delle interviste realizzate ai candidati a sindaco, in corsa per le elezioni comunali di Legnano, per conoscere da ognuno di loro qual è la propria visione di inizio mandato, in caso di vittoria. Al di là dei progetti contenuti ed illustrati nei rispettivi programmi elettorali, come immagina ogni candidato la sua eventuale elezione? Da dove si comincia per governare la città? (Le interviste di ogni candidato saranno pubblicate in ordine alfabetico, per cognome).

Oggi risponde…

Lucia Bertolini (La Sinistra – Legnano in Comune)

D. Ogni città è un insieme di persone. I bisogni sono tanti, come le aspirazioni: da dove si parte per gestire al meglio progetti, risanare le difficoltà, creare occasioni per tutti? Come dire: un sindaco neo eletto si siede alla scrivania e cosa fa, dopo i festeggiamenti post elettorali? Come immagina lei il suo “primo giorno”, ma anche quelli a seguire, alla guida di Legnano?

R. Con la crisi della giunta Fratus e lo scioglimento del Consiglio comunale si è aperta la possibilità di dare una svolta nell’amministrazione della nostra città, di avviare il cambiamento verso una visione alternativa di città, che parta dai bisogni più urgenti dei cittadini che più di altri soffrono delle difficoltà economiche e della marginalità sociale che spesso le accompagna, per costruire una città migliore per tutti e che risponda alle aspettative di trasformazione rese urgenti dalla crisi ecologica che stiamo attraversando.

Una trasformazione che deve riguardare tanto le grandi scelte cittadine, quanto gli aspetti più quotidiani. E che per essere realizzata ha bisogno della collaborazione e della partecipazione di tutti.

Il mio primo giorno da Sindaca, terminata la campagna elettorale nelle piazze e nelle vie, lo immagino ad incontrare i dipendenti comunali, che sono il cuore di un’amministrazione, coloro che più di tutti sono a contatto diretto coi cittadini e ne conoscono i problemi e le necessità più nascosti, e insieme sanno la fatica e gli ostacoli da superare per poter dare loro una risposta.

Insieme a loro, e coinvolgendo i tanti cittadini attivi legnanesi e le formazioni sociali che hanno a cuore la città, partirei impugnando una “ramazza”: fuori, per riportare in uno stato decoroso i tanti luoghi degradati della città, ma anche dentro, per rimuovere le incrostazioni lasciate in eredità dalla giunta Fratus e riprendere in mano le tante questioni rimaste in sospeso con lo scioglimento del Consiglio comunale, per esempio il capitolo Accam e i piani attuativi del PGT,  e che richiedono di essere affrontate e risolte nei tempi più brevi, e insieme per affrontare i nuovi problemi causati dalla pandemia e approntare un piano di rapido intervento a sostegno delle famiglie in caso di nuovi lockdown.

A seguire, uno dei problemi che ritengo più urgenti da affrontare è quello della casa, che è un diritto. A Legnano ci sono lunghe liste d’attesa per le case popolari, mentre il patrimonio Aler presenta situazioni vergognose: ristrutturazioni e nuove edificazioni lasciate a metà, cantieri fermi ormai da lungo tempo, bollette pazze del teleriscaldamento, manutenzioni rimandate, sono situazioni che il Comune non può tollerare e deve affrontare con decisione. Sia aprendo una vertenza con Aler, sia cercando soluzioni proprie, anche facendo in modo che venga rimesso in gioco il patrimonio abitativo cittadino ora sfitto e inutilizzato.

D. Tra le opere pubbliche che da un punto di vista strutturale possono migliorare la vivibilità di Legnano, quali sono le prime da mettere in cantiere? Quali tra quelle indicate nel suo programma elettorale?

R. Per parlare di opere pubbliche, la premessa per migliorare Legnano è riprendere in mano il Piano di Governo del Territorio e operare una profonda revisione del suo impianto, nella direzione di un consumo zero di suolo e di una rinaturalizzazione del territorio. Il PGT che ho in mente prevede la consultazione dei cittadini, anche attraverso un referendum, per renderli tutti partecipi delle scelte che verranno fatte per cambiare la città.

Rendere più vivibile Legnano significa in primo luogo renderla più salubre. Quindi agire sulle fonti di inquinamento, come il traffico veicolare, e sulle azioni che possono migliorare la qualità dell’aria.

Oltre a riconsiderare il trasporto pubblico per renderlo più rispondente ai bisogni di mobilità dei cittadini e una vera alternativa all’uso dell’auto, va realizzata una vera infrastruttura ciclabile integrata che connetta i diversi quartieri e i luoghi pubblici e di interesse pubblico, con depositi e byke-sharing nei punti di interscambio con i mezzi pubblici e agli ingressi della città. Agendo nel contempo sulle limitazioni del traffico sia in centro sia nei quartieri, sulla creazione di cortine verdi protettive, sulla manutenzione-allargamento-realizzazione di marciapiedi e percorsi pedonali protetti. La riforestazione della città è essenziale sia per migliorare la qualità dell’aria sia per contrastare e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

La connessione dei quartieri si intreccia con il tema delle periferie, che non sono solo fisiche ma anche sociali: tema che non può essere affrontato, l’esperienza del Laboratorio di Quartiere Mazzafame ci insegna, senza il coinvolgimento a pieno titolo e il protagonismo dei cittadini, e se non si assume, in modo “strutturale” in tutte le scelte che vengono fatte, un modo di guardare la città come un organismo in cui tutte le parti hanno pari valore e devono tenersi reciprocamente. Per un piano di rilancio dei quartieri che passa da tante azioni, dalla riqualificazione degli spazi al decentramento dei servizi e dell’offerta culturale e ricreativa, dall’individuazione di luoghi che possano diventare centri di incontro e di aggregazione per i residenti e dove i giovani possano mettersi in gioco, al sostegno del commercio di vicinato e alla promozione di eventi di respiro cittadino e attrattivi.

D. Collaborazione, fiducia e confronto con i cittadini: come coinvolgere anche chi non voterà per lei, ma fa parte di Legnano e attende comunque risposte?

R. Nessun sindaco possiede una bacchetta magica: perché la vita di ogni cittadino possa migliorare c’è bisogno della collaborazione di tutti. E questa è forse la scommessa più grande: far sì che tutti si sentano parte di una comunità, al di là delle differenze e delle convinzioni o interessi personali, e responsabili del benessere collettivo, che è condizione indispensabile per il benessere di ciascuno. Di qui l’importanza dell’ascolto, della partecipazione e del confronto, per costruire insieme le risposte. Che vanno poi tradotte in azioni concrete e verificabili, perché la fiducia non si nutre di sole promesse.

A tale scopo vanno rivisti e potenziati gli strumenti della partecipazione, sia dei singoli cittadini sia delle diverse organizzazioni sociali, e resa più trasparente l’azione amministrativa. In particolare è importante che il Bilancio comunale sia reso più leggibile da tutti e più chiare la destinazione delle risorse e le modalità del loro utilizzo, e che sia possibile per i cittadini, su capitoli specifici, dare indicazioni in merito.

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