“La tecnologia digitale rappresenta una grande e irrinunciabile risorsa, ma dobbiamo tutti, adulti, giovani e bambini, imparare a considerarla uno strumento al nostro servizio che dobbiamo imparare a usare nel modo più proficuo senza esserne fagocitati”.
Così Ilaria Maffei, assessore alla Comunità inclusiva del Comune di Legnano, presenta il Patto educativo digitale, il documento volontario condiviso che, da oggi pomeriggio, in occasione di “Crescere IN digitale”, il primo appuntamento del ciclo di incontri per le famiglie “Family Lab” al Centro civico San Paolo.
Come spiegato dal Comune, con il Patto i soggetti educativi concordano, in un’ottica di aiuto reciproco, di seguire nella quotidianità le medesime prassi con l’obiettivo di promuovere un utilizzo sicuro, attivo, creativo e consapevole della tecnologia.
La necessità di un intervento educativo in materia di utilizzo dei dispositivi digitali segue alcune evidenze che su cui insiste la letteratura scientifica, per cui l’esposizione in età pediatrica ai device digitali pone basi sbagliate per lo sviluppo armonico del bambino e diventa una condizione per la dipendenza dalle tecnologie. Senza dimenticare una correlazione ormai provata: più un bambino userà dispositivi digitali, maggiore sarà la sua disattenzione.
“Con la firma di questo patto mettiamo un punto fermo e testimoniamo la volontà di continuare e ampliare all’interno della comunità educante la riflessione su rischi e benefici derivanti dall’utilizzo degli strumenti digitali da parte di tutti, e non dei soli bambini, perché è più che mai necessario che l’accompagnamento a un uso consapevole parta dalla famiglia per poter proseguire con più efficacia e probabilità di successo nell’ambiente scolastico.
In questo senso il Patto per il bambino non è qualcosa calato dall’alto e imposto dagli adulti, perché gli adulti stessi devono sottostare alle sue regole. Se siamo tutti concordi nel considerare l’esposizione agli strumenti digitali dei più piccoli e dei giovani come un’autentica emergenza dei nostri tempi, siamo però anche consapevoli che questi oggetti siano ormai parte delle nostre abitudini di vita e non si possano realisticamente eliminare. Da qui, nelle regole che abbiamo condiviso di adottare all’interno del Patto, discende un approccio “ragionevole”, che non demonizza l’uso della tecnologia, ma punta a ricondurla entro limiti sostenibili per tutti”.
Attendere almeno i 12 anni per lo smartphone; no all’utilizzo autonomo di social e whatsapp prima dei 14 anni e verifica dei contenuti e dell’età adatta di app e giochi tramite la classificazione PEGI; definire luoghi e orari per l’utilizzo della tecnologia (smartphone, tablet e giochi); sì a genitori informati e disponibili a cambiare il loro comportamento per diventare degli esempi: le regole del Patto.
Il Patto si potrà firmare dalle 19 sul sito www.pattidigitali.it


















