domenica, 25 Febbraio 2024

Si chiama “Ri-scatti” la mostra fotografica sui disturbi alimentari dei ragazzi

(Foto Comune di Milano)

Si potrà visitare fino al prossimo 24 ottobre al PAC, a Milano, la settima edizione del progetto di fotografia sociale ideato dalla ONLUS “Ri-scatti“, promosso dal Comune di Milano con il supporto di Tod’s.

Si tratta di una mostra fotografica che affronta il tema dei disturbi alimentari nei giovani, anzi, sono proprio nove ragazze e un ragazzo, affetti da disturbi del comportamento alimentare, i protagonisti del nuovo progetto di “Ri-scatti”, dal titolo “Fino a farmi scomparire”.

Come si legge in una nota, curata dal conservatore del PAC, Diego Sileo, l’esposizione si propone di superare il mito occidentale della magrezza come sinonimo di bellezza e di perfezione, sottolineando tuttavia come questo non rappresenti la causa prima della malattia. Cento fotografie raccontano storie diverse tra loro, di sofferenza, di disagio, di paura, nelle quali l’idea di poter controllare lo stimolo della fame e di poter vivere senza il cibo diventano gli unici obiettivi da perseguire e ai quali rivolgere tutti gli sforzi per poter annullare la propria fisicità, per poter limitare la propria presenza, quasi in un disperato tentativo di voler scomparire. 

Le esperienze in mostra al PAC sono quelle di Alessandra, Alessia, Anna, Emanuela, Emanuele, Federica, Giulia, Silvia, Sofia e Teresa. Dopo un workshop di tre mesi realizzato sotto la guida di Amedeo Novelli che, insieme a Stefano Corso e Federica Balestrieri, rappresenta l’anima di Ri-scatti, hanno trovato il coraggio e la forza di raccontarsi con la macchina fotografica in mano, di mostrarsi con tutte le loro fragilità e insicurezze, provando anche a sensibilizzare l’opinione pubblica su forme di dolore troppo spesso ignorate, considerate da molti un solo capriccio adolescenziale o addirittura una moda giovanile. Un disconoscimento della malattia ancora molto diffuso, una negazione a tutti i livelli, dalla società ai familiari, dalla scuola al medico di base. 

“La mostra vuole anche porre l’attenzione sulle responsabilità collettive di una società condizionata dai social media, dove l’esibizione del corpo è un potente mezzo di comunicazione e di relazione, e dove essere magri diventa il requisito indispensabile per essere e sentirsi accettati. Rischi che oggi viaggiano anche attraverso pericolosissimi siti internet, blog e forum “pro anoressia” e “pro bulimia” che forniscono criminali istruzioni per diventare sempre più magri”. 

Informazioni: www.ri-scatti.it 

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