Si aggravano le contestazioni nei confronti di Ulas Demir, l’ex manager turco arrestato alla fine di maggio all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Istanbul. Oltre al reato di caporalato aggravato, l’uomo è ora indagato anche per estorsione ai danni dei lavoratori e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Milano e condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, riguarda il presunto sfruttamento di operai indiani impiegati nel cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio.
Le nuove contestazioni emergono dalle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere. Secondo i giudici, Demir avrebbe avuto un ruolo diretto nel sistema di sfruttamento, ricorrendo a intimidazioni, minacce e violenza verbale nei confronti dei lavoratori.
Al centro dell’indagine vi è anche la posizione della divisione italiana della società Caddell Construction, nei cui confronti è stato disposto il controllo giudiziario. Secondo l’accusa, gli operai sarebbero stati impiegati in condizioni di grave sfruttamento, con retribuzioni inferiori ai due euro l’ora. Inoltre, per ottenere il lavoro, i manovali avrebbero dovuto versare a una società indiana circa 500mila rupie, pari a circa 5mila euro.
Nell’inchiesta è coinvolto anche Aji Appukuttan, ritenuto dagli investigatori il presunto “caporale operativo”, arrestato con l’accusa di aver minacciato decine di lavoratori.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




















