Entra nel vivo la raccolta del riso in Lombardia dopo l’estate più calda dal 1951. Lo rende noto Coldiretti Lombardia nel sottolineare che, a causa delle prolungate ondate di calore, nei campi si teme un calo medio di circa il 20% nelle rese, con picchi superiori in alcune aree dove alle alte temperature si sono sommati gli effetti della siccità.
“Si tratta di prime indicazioni da rivedere a operazioni di raccolta concluse. La situazione infatti è a macchia di leopardo, con aree che hanno sofferto più di altre. Se tra Milano e Lodi si stima un calo nelle rese in linea con la previsione media, in alcune zone specifiche della provincia di Pavia, al confine con il Piemonte, le alte temperature si sono sommate alle difficoltà dovute alla carenza di acqua, soprattutto nelle fasi cruciali dello sviluppo delle piante. Nel Mantovano, infine, il caldo intenso e persistente ha anticipato l’avvio della raccolta di una decina di giorni senza però creare particolari criticità”, precisa Coldiretti Lombardia.
Come si legge in una nota, in generale la situazione è aggravata dall’aumento dei costi di produzione, dal crollo di oltre il 50% dei prezzi riconosciuti ai risicoltori e dalla concorrenza sleale dovuta all’invasione di prodotto straniero, facilitata dalle agevolazioni commerciali UE.
“L’Europa non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre agli agricoltori italiani impone regole e costi sempre più pesanti. Così si mette a rischio da una parte il reddito delle imprese e dall’altra la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero mentre viene impoverita la Risaia Italia”, denuncia Coldiretti.
Servono scelte immediate e non più rinviabili: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori.
E’ necessario attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, e utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, per smascherare frodi e triangolazioni.



















