Il sasso è stato gettato. Anzi, la sabbia. E’ stato presentato ieri sera a Legnano il disegno di realizzazione di un’arena mobile, in piazza 1° Maggio a ridosso del Castello Visconteo, per lo svolgimento della corsa del Palio.
Ma il progetto non è soltanto questo: dalle slide illustrate a Palazzo Leone da Perego dai rappresentanti del Collegio dei Capitani e delle Contrade (sala per altro stracolma di cittadini), la nuova arena potrebbe accogliere nel periodo estivo post Palio manifestazioni di ogni genere, come concerti, eventi sportivi, raduni a tema, feste per famiglie, iniziative cinematografiche.
Il Gran Maestro Alberto Oldrini ha curato buona parte della presentazione del progetto, parlando di una struttura realizzata secondo una tecnologia modulare in grado di essere montata e smontata in tempi brevi: la nuova arena si monta in tre settimane, e si smonta in una dozzina di giorni, esperienza già adottata in altre piazze italiane con la collaborazione di ditte specializzate.
Da maggio a settembre la struttura potrebbe essere utilizzata per il Palio ed altri eventi, per scomparire subito dopo l’estate, e lasciare spazio alle altre attività della piazza, normalmente adibita a parcheggio e luogo storico dove si svolge la tradizionale “Fiera dei morti” di Legnano a fine ottobre.
Per il giorno del Palio, l’arena accoglierebbe la sfilata storica e la corsa dei cavalli, lungo una pista che ha le stesse dimensioni dello stadio Mari dove il Palio si svolge adesso. Capienza spettatori: 10.084 (al Mari 9.300).
Ma quanto costa questa arena mobile?
I costi della struttura contemplano più voci: noleggio 320mila euro, riscatto al 10° anno 240mila, acquisto eventuale 1milione e 385mila euro, montaggio e smontaggio 150mila, con una stima di incasso dalla vendita dei biglietti per il Palio di 250mila euro.
La presentazione del progetto ha sottolineato come sia imprescindibile il parere favorevole dell’Amministrazione comunale, alla sua realizzazione. In prima fila a seguire la serata c’erano quattro dei sei candidati sindaco: Alberto Centinaio, Gian Battista Fratus, Ornella Ferrario ed Andrea Grattarola, ai quali il progetto è piaciuto.




















