C’è apprensione anche in Italia, in particolare in Piemonte e in Liguria per la comparsa della peste suina, dopo il ritrovamento di un cinghiale morto, colpito dal virus, nella provincia di Alessandria. Come confermato dalle analisi di laboratorio condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte-Liguria e Valle d’Aosta, adesso si teme per la diffusione della peste che attacca gli allevamenti di suini.
La peste africana non si trasmette all’uomo, ma rappresenta un danno incalcolabile se raggiunge gli allevamenti degli animali, mettendo a rischio la loro salute, nonché il mercato delle carni.
L’assessorato alla Sanità di Regione Piemonte ha già avviato le procedure d’emergenza per delimitare la zona infetta, vale a dire un’area individuata dal Ministero della Salute che comprende un’ottantina di Comuni in Piemonte e ventiquattro in Liguria. Regione Piemonte ha proposto il divieto di caccia, dalla prossima settimana, cui sono invitati ad aderire i Comuni, e massima allerta anche in ambito domestico, con particolare attenzione agli animali, ai mangimi, e alle persone.




















