Decine di migliaia di giovani polpi sono già stati immessi nell’Adriatico nell’ambito del progetto OCTO-BLU con l’obiettivo di verificare se il predatore può contribuire a frenare la diffusione del granchio blu e proteggere gli allevamenti di molluschi.
Il granchio blu continua a creare pesanti problemi alle colture di molluschi dell’Adriatico specialmente di vongole di cui vanno ghiotti. Il crostaceo, arrivato dalle coste atlantiche americane e favorito anche dall’aumento delle temperature marine, ha trovato condizioni favorevoli per moltiplicarsi e raggiungere numerose aree costiere.
A Cesenatico l’Università di Bologna sta così sperimentando la possibile risposta naturale. Il progetto OCTO-BLU, coordinato dai professori Oliviero Mordenti, Antonio Casalini e Pietro Emmanuele, studia l’utilizzo del polpo comune (Octopus vulgaris) come possibile predatore del granchio che riesce a stritolare e cibarsene nonostante le grosse chele.
Nel laboratorio universitario vengono allevate le prime fasi di sviluppo degli animali. Dall’estate sono già stati effettuati rilasci per circa 80 mila giovani esemplari, mentre il programma punta a raggiungere quota 160 mila entro fine di agosto.
Per aumentarne le possibilità di sopravvivenza sono stati sistemati in mare anche rifugi artificiali realizzati con cemento e argilla, destinati a offrire protezione ai piccoli polpi e favorirne l’insediamento.
La sfida, però, è tutt’altro che semplice. Granchio blu e polpo non occupano necessariamente gli stessi ambienti: il primo è particolarmente diffuso nelle zone costiere basse e nelle aree lagunari, mentre il secondo necessita di fondali con ripari e anfratti.
Per questo la ricerca dovrà stabilire se i polpi liberati riusciranno a sopravvivere e formare popolazioni stabili capaci di esercitare una pressione significativa sul crostaceo invasivo.
I problemi causati dalla specie invasiva hanno un deciso risvolto economico.
Secondo la Regione Emilia-Romagna, solo tra Goro e Comacchio i danni hanno raggiunto 16,8 milioni di euro, mentre a livello nazionale, Coldiretti ha stimato perdite fino a 200 milioni.
OCTO-BLU proseguirà nel progetto fino a fine del 2026.
Saranno i risultati della sperimentazione a dire se il polpo potrà effettivamente diventare uno strumenti biologico attivo utile per contrastare il granchio blu nell’Adriatico.




















