mercoledì, 10 Giugno 2026
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Peste suina: Coldiretti invita ad un’azione sinergica su tutti i fronti

(Foto da web - Italiaambiente)

Subito un’azione sinergica su tutti i fronti per tutelare e difendere i nostri allevamenti da questa grave minaccia. È quanto chiede la Coldiretti Lombardia in riferimento al primo caso di Peste Suina Africana in Piemonte, riscontrata nelle analisi sulla carcassa di un cinghiale trovato morto in provincia di Alessandria.

Come si legge in una nota diffusa nelle scorse ore, “Più volte abbiamo denunciato i pericoli della proliferazione e diffusione senza freni dei cinghiali. Non c’è più tempo, devono messi in campo interventi concreti e incisivi per riportare sotto controllo la gestione numerica di questi animali con modifiche alla norma nazionale e il rafforzamento delle misure a livello regionale. In questa direzione deve essere riconosciuto l’impegno annunciato dall’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi di istituire la figura del delegato dell’imprenditore agricolo, che potrà intervenire nelle attività di contenimento del cinghiale sui fondi di sua proprietà. Importante è anche l’impegno di Regione Lombardia a sburocratizzare le pratiche per gli interventi dei controllori”.

Come spiegato da Coldiretti Lombardia, il virus della Peste Suina Africana può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagioso e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani. E un possibile veicolo di contagio possono essere proprio i cinghiali, il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in tutta Italia fino a superare i due milioni di esemplari secondo le ultime stime. Questi ungulati provocano danni ingenti agli agricoltori devastando campagne e raccolti, e costituiscono un grave rischio per la sicurezza dei cittadini avvicinandosi sempre più ai centri abitati e provocando incidenti stradali anche mortali.

Il rischio che il contagio possa estendersi ai nostri allevamenti rappresenterebbe un gravissimo danno economico per le imprese s,oprattutto in un territorio come quello della Lombardia, prima regione in Italia per numero di maiali allevati. 

La situazione che ci troviamo ad affrontare impone un attento monitoraggio anche per evitare che si possano generare strumentalizzazioni e speculazioni ai danni dei nostri imprenditori agricoli”.

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