Il governo italiano sta considerando l’ipotesi di permettere ai dipendenti pubblici di continuare a lavorare fino ai 70 anni o più, ma solo su base volontaria. Questa proposta, riportata da La Repubblica, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al 2014, quando l’età pensionabile automatica fu fissata a 67 anni per ridurre l’organico della Pubblica Amministrazione (PA).
Le reazioni dei sindacati La proposta ha subito scatenato una reazione negativa da parte dei sindacati. Secondo Enzo Cigna, responsabile delle politiche previdenziali della Cgil, la misura sarebbe inaccettabile e riguarderebbe solo una piccola percentuale di dipendenti altamente qualificati. Per Cigna, piuttosto che trattenere il personale e “fare cassa sulle pensioni”, sarebbe meglio investire nell’assunzione di giovani e donne per rinnovare le competenze della PA.
Anche Florindo Oliverio, segretario confederale della Fp Cgil, ha evidenziato che la PA è vicina a una massiccia ondata di pensionamenti, con 400.000-500.000 lavoratori che andranno in pensione entro il 2030. Oliverio ritiene che la soluzione non sia trattenere il personale anziano, ma assumere nuove risorse tramite i concorsi pubblici.
Dello stesso avviso è Sandro Colombi, segretario della UilPa, che sottolinea come questa misura sia un chiaro segno della carenza di nuove assunzioni e concorsi nella pubblica amministrazione.
Unica apertura da parte della Cisl Diversa la posizione della Cisl, che si mostra più favorevole a questa ipotesi, purché la scelta di continuare a lavorare sia volontaria e non imposta. Secondo Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, l’iniziativa potrebbe aiutare a non disperdere competenze preziose, ma richiede un dialogo con le parti sociali per essere ben regolamentata.
Le ragioni dietro la proposta La proposta del governo nasce dalla necessità di affrontare la carenza di personale nella PA, dove l’età media dei dipendenti è alta e molti settori, come le forze dell’ordine, sono particolarmente colpiti. Consentire ai lavoratori di restare in servizio oltre i 67 anni potrebbe non solo generare risparmi per lo Stato, ma anche mantenere operativa una forza lavoro con competenze consolidate.
In ogni caso, il dibattito resta aperto, e la misura dovrà essere affinata in collaborazione con le rappresentanze sindacali.


















