mercoledì, 22 Maggio 2024

Occupazione alla Zucchi di Rescaldina: i lavoratori da oggi sono in assemblea permanente

(Foto da FB)

Succede a Rescaldina: dalle scorse ore i lavoratori della nota fabbrica Zucchi hanno occupato i suoi locali, riunendosi in un’assemblea permanente per protestare contro le decisioni prese nella giornata di ieri, giovedì 2 maggio, dalla dirigenza.

L’azienda avrebbe comunicato all’improvviso la volontà di chiudere il capannone e trasferire i più di cento lavoratori in altri siti produttivi, già da lunedì prossimo, 6 maggio, adducendo la motivazione di voler ristrutturare la fabbrica.

Questa scelta era già stata comunicata ai rappresentanti sindacali, nel corso di un recente incontro. Secondo quanto riferito da CGIL, CISL e UIL, il piano della Zucchi prevede la riorganizzazione a Pavia dell’area logistica, settore dove lavorano cinquanta persone, quindi il trasferimento dell’amministrazione tra Legnano e Milano, ed allestire lo show room a Vimercate. Un autentico smembramento della ditta, e senza dare il tempo, come sembra, ai lavoratori di scegliere o quanto meno organizzarsi.

Diverse fonti parlano non di una ristrutturazione della storica sede Zucchi, bensì della sua demolizione pressocché totale e della sua ricostruzione, lavori che impiegherebbero almeno due anni.

I lavoratori si sono detti intenzionati a proseguire la loro protesta finchè l’azienda non cambierà le proprie decisioni: “Le lavoratrici ed i lavoratori, unitamente alle OO.SS. territoriali, riuniti in assemblea, hanno espresso la loro contrarietà sulle modalità d’informazione e gestione del trasferimento tutte le attività dello stabilimento di Rescaldina. Si ritengono non accettabili le proposte unilaterali presentate nell’ultimo incontro del 30 aprile per sopperire ai disagi dovuti e conseguenti agli spostamenti, agli orari di lavoro, alle spese e più importante alla conciliazione negativa dei tempi di vita e di lavoro. Per queste ragioni l’assemblea ha deciso unanimemente d’intraprendere con le O0.SS. e la R.S.U. un’assemblea permanente con conseguente occupazione dello stabilimento di Rescaldina, fino a quando la direzione non modificherà le proprie decisioni, aprendo un tavolo serio di confronto”, come si legge in un comunicato di CGIL, CISL e UIL.

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