Novità nel digitale terrestre: un passaggio obbligato dall’UE

(Foto da web - Panorama)

Il passaggio ad un nuovo digitale terrestre, secondo le normative europee, caratterizzerà i prossimi anni, fino al completamento dell’adeguamento previsto entro il 2022.

Necessario cambiare tutti i televisori acquistati prima del 2017? Serviranno nuovi decoder?

Cominciano a chiederselo i consumatori, mentre le novità sono passate al Senato, con la Legge di Bilancio 2018: in effetti un digitale terrestre più evoluto, il  Dvb-T2, potrebbe comportare la non compatibilità degli impianti più datati.

A proposito di cosa effettivamente cambierà, nei prossimi cinque anni i passaggi al nuovo digitale avverranno gradualmente, regione per regione, e lo Stato prevede 100 milioni di incentivi per coprire l’acquisto di nuovi decoder.

Sotto un profilo puramente tecnico, non dovrebbero avere difficoltà a sintonizzarsi i televisori acquistati nel 2017, mentre per tutti gli altri apparecchi sarà necessario ricorrere all’adeguamento dei decoder.

Anche in Italia, come nel resto dell’Europa, il cambiamento più generale è dato dall’eliminazione di alcune frequenze a 700 MHz dalle televisioni, per l’avvio delle reti mobili a banda ultra larga 5G. Il nuovo sistema digitale terrestre Dvb-t2 servirà per questo.

Ogni emittente sceglierà se usare il normale Dvb-T2  o il codec Hevc. Nel primo caso il 60% dei televisori è compatibile, nel secondo soltanto il 5% delle televisioni comprate quest’anno.

Alcuni disagi potrebbero evidenziarsi anche nelle antenne condominiali, nella sintonizzazione dei canali, nella necessità di acquistare nuove tv o nuovi decoder.

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