Ecco un libro di Irène Némirovsky, pubblicato nel 2021 dalla casa Editrice Garzanti, tradotto da Alessandro Mola: “Natale a Parigi”.
Ambientato a Parigi durante una Vigilia di Natale: nelle vie camminano velocemente molte persone spensierate, in cerca dell’ultimo regalo da comprare, ammaliate dalle luci scintillanti che addobbano le vie e dai mille colori delle vetrine, avvolte dai canti natalizi, mentre nella sontuosa dimora di una famiglia benestante due genitori battibeccano tra loro.
Sono in disappunto su questioni futili, per via di un matrimonio che è fallimentare, mentre i due figli piccoli stanno euforici davanti al maestoso albero di Natale ben addobbato, e una figlia è intenta a truccarsi, invece l’altra ancora in vestaglia, assorta nei suoi pensieri, è incantata e pensierosa per essere incinta e non sapere più come nasconderlo, davanti alla finestra a osservare la pioggerella che cade dal cielo.
Leggere questo romanzo è una dura critica all’ipocrisia e all’egoismo della nostra società, che nasconde una povertà morale sotto altre vesti. Il libro svela l’incapacità di amare degli adulti e l’indifferenza verso i figli, che sono sempre più tristi e sempre più incompresi.
Il romanzo invita a riflettere sulla fragilità dei legami umani, sulla solitudine e su tutti i sogni infranti che emergono anche in un momento che dovrebbe essere felice, come a Natale. La lettura offre spunti di riflessione su come le convenzioni sociali possono soffocare i sentimenti genuini e come le feste possono diventare momenti per far emergere fratture familiari.


















