Tra le ipotesi di reato, di carattere amministrativo e non soltanto, c’è anche l’aver “sperperato milioni di euro pubblici per un progetto inutile e sul quale lucreranno i privati”, come si legge in una nota ufficiale delle associazioni ambientaliste Laboratorio Ambiente, Gaia Onlus e dei Comitati di quartiere legnanesi “Mazzafame” e “Ponzella, S. Bernardino, Sabotino, Cremona, Ponte ferrovia”, che hanno deciso di rivolgersi alla Magistratura contabile della Lombardia, all’Autorità per la Concorrenza del Mercato e all’Autorità Nazionale Anti corruzione.
Al centro dell’esposto-denuncia il progetto di realizzazione di un impianto per il riciclo della frazione umida dei rifiuti, con produzione di biometano, in via Novara a Legnano.
Come si legge in una nota, preso atto della chiusura “a riccio” del Comune di Legnano e di AMGA nei confronti dei residenti, della trasparenza e del confronto, gli ambientalisti e i Comitati di quartiere hanno deciso di portare la vicenda dell’”eco mostro” che dovrà produrre metano dai rifiuti, all’attenzione delle autorità competenti, prima tra tutte, la Procura della Corte dei Conti della Lombardia.
“L’acquisto da parte di AMGA di un terreno edificabile, nei pressi del previsto impianto, ha aspetti di legittimità molto dubbi e su questo si esprimerà la Corte dei Conti”, ha commentato Antonio Tola, referente del Comitato di quartiere Mazzafame.
“Spendere 20 milioni di euro di soldi pubblici, vincolando i cittadini e la pubblica amministrazione per venti anni, per creare un impianto portatore di disagi, puzze e traffico pesante è un’operazione scriteriata”, hanno detto insieme Stefano Apuzzo, ex deputato e Direttore di Laboratorio Ambiente, e Tola.


















