Il tema del silenzio che fa rumore e la racconta lunga, è stato già nelle scorse settimane il tema della mobilitazione inscenata davanti al municipio la sera del Consiglio comunale, organizzata dal Comitato Legalità.
Oggi il silenzio è richiamato a proposito della democrazia, delle scelte degli amministratori, delle cose che non si sanno.
“Siamo stati in piazza, in tanti e inaspettati, e abbiamo chiesto al sindaco di Legnano, come semplici cittadini, un gesto di onestà e di democrazia. Siamo tornati in piazza dopo un paio di settimane e abbiamo manifestato in silenzio, con i banchi dell’opposizione vuoti. Il “silenzio della democrazia” peserà per la nostra città più di mille voci.
In queste settimane ancora silenzio sulle nuove scelte di governo locale, sul rinnovato appalto ad Amga per il verde pubblico (del valore di un milione di euro); il silenzio sulle mancate risorse destinate al terzo turno di polizia; il silenzio sulle foto trappole acquistate ma mai usate. Il silenzio della cultura che non è più presente in città (doveva essere il fiore all’occhiello di questa Amministrazione, dotata persino di un direttore artistico). Il silenzio sull’illuminazione pubblica; sui nomi dei progettisti della biblioteca; su tutto ciò che dovrebbe servire ai cittadini per capire come e da chi vengono spesi i loro soldi. Il silenzio della mancata ristrutturazione dei bagni del Parco Castello; il silenzio sui topi che bivaccano nel centro e nelle periferie”, si legge in una nota.
Scrivono dal Comitato che la democrazia ha bisogno di voce, di confronto e di dialogo. La politica non si fa chiusi nei palazzi; non si fa mettendo a tacere chi la pensa diversamente, chi vuol dare voce alle preoccupazioni dei legnanesi. La politica si deve fare con la gente e per la gente. La “politica vera” si fa con coerenza e serietà, senza interessi personali o conflitti di interesse.
Sarà la “politica vera”, prima ancora dei tribunali, a ridare giustizia a questa città dove la democrazia è messa in pericolo.

















