Mentre la macchina organizzativa è in moto già da tempo a Legnano, per la preparazione del Legnano Pride del prossimo 13 settembre, la manifestazione alla sua prima edizione sta facendo discutere in città.
Da un lato i suoi sostenitori che hanno ottenuto anche il patrocinio del Comune, ed avviato una raccolta fondi per far fronte ai costi della giornata, cui si stanno aggiungendo via via le adesioni di numerosi commercianti.
Dall’altro le voci di chi, come i rappresentanti di Fratelli d’Italia attraverso il capo gruppo consiliare Mario Almici, polemizza contro il percorso scelto per il corteo del Pride e l’impiego dell’immagine del Guerriero di Legnano nel logo dell’evento.
“Leggo che per il prossimo Pride la sinistra ha pensato bene di arruolare persino il Guerriero di Legnano, uno dei simboli più riconoscibili della nostra città, naturalmente rivisitato per l’occasione con i colori della bandiera LGBT.
Una scelta quantomeno discutibile, ma c’è un particolare che mi incuriosisce ancora di più. Gli organizzatori ci hanno spiegato che “la città è di tutti”. E allora, mi viene in mente una provocazione: cosa gli ha impedito di portare il corteo fino al cuore della città, in piazza San Magno?”, commenta Almici.
Il sindaco Lorenzo Radice ha fatto sapere: “Prima dei simboli vengono le persone. Non si capisce perché un simbolo della città dovrebbe diventare improvvisamente incompatibile con una manifestazione delle persone LGBTQ+. Alberto da Giussano non è “vostro” e non è “nostro”. È di Legnano. E Legnano è di tutti. Del resto, come simbolo, è stato utilizzato e reinterpretato negli anni nello sport, nelle manifestazioni, dalle tifoserie e persino dalla politica. E nessuno si è mai sognato, per questo, di rivendicarne l’esclusiva.
Il corteo non passerà da piazza San Magno, ma partirà da piazza Monumento. Peccato che il percorso di una manifestazione non lo decida la giunta comunale. Il percorso è proposto dagli organizzatori e sottoposto alle valutazioni delle autorità competenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, ossia la Questura. Questo avviene per tutte le manifestazioni: per il Pride, per il 1° Maggio, per l’Arbadeen degli islamici sciiti e per la commemorazione di Carlo Borsani. Succede –anzi è la regola- che il Comune, in occasione di questi cortei, interloquisca con la Questura, ma per questioni organizzative; non certo per stabilire i percorsi dei cortei, né, tantomeno, per autorizzarne lo svolgimento. Si può polemizzare con la giunta su molte cose. Il confronto politico può essere duro, ma i fatti devono restare fatti”.
Il Legnano Pride partirà, come concordato con la Questura, da piazza Monumento per dirigersi in piazza del Mercato, per vivere lì la sua conclusione.


















