sabato, 4 Luglio 2026
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Le mobilitazioni degli agricoltori hanno fatto centro: l’accordo Mercosur è rimandato alla Corte di Giustizia

Agricoltori lombardi a Strasburgo

“Il voto del Parlamento europeo che rimanda l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen, e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento. Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l’ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano”, si legge così in una nota di Coldiretti, all’indomani della mobilitazione inscenata davanti al Parlamento Europeo lo scorso 20 gennaio.

Se l’accordo fosse stato siglato, secondo Coldiretti e i tantissimi operatori del settore agricolo che hanno partecipato alla mobilitazione a Strasburgo, si sarebbe creato “un precedente gravissimo” con un Parlamento bypassato, svuotato delle sue prerogative, ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla PAC, la Politica Agricola Comune.

(La firma del trattato Ue-Mercosur senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli sarebbe stato per Coldiretti, oltre che un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della Ue).

La questione passa ora alla valutazione della Corte di Giustizia: un primo passo importante ottenuto dalle tante mobilitazioni degli agricoltori di Coldiretti. Il Parlamento europeo con il suo voto impedisce una forzatura pericolosissima e riafferma il proprio ruolo costituzionale.

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