lunedì, 6 Febbraio 2023

La Shell vuole scoprire se c’è petrolio sotto di noi

La multinazionale si prepara a sondare il terreno per scoprire eventuali giacimenti di petrolio tra Lombardia e Piemonte.
Conformazione geografica, dati statistici, storia geologica. E’ questo che porta Shell ad immaginare che sotto di noi potrebbe esserci il petrolio, la multinazionale energetica è pronta ad avviare i rilievi in un’area di 420 chilometri quadrati tra Piemonte e Lombardia, toccando anche la provincia di Varese.

La Shell prevede di iniziare l’indagine a cavallo tra il 2018 e il 2019 per un tempo non superiore ai 3 mesi. Un punto di partenza che, come ogni fase di questo progetto, dovrà essere sottoposto ad un procedimento di (valutazione impatto ambientale, ndr) che shell prevede di avviare tra maggio e giugno.

L’area di ricerca è tra Piemonte e Lombardia nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Varese. Shell ha già identificato i comuni nei quali effettuerà l’indagine

Per la Provincia di Varese i comuni all’intero del perimetro di ricerca sono quelli di Angera, Comabbio, Golasecca, Lonate Pozzolo, Mercallo, Osmate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Taino, Travedona Monate, Vergiate e Vizzola Ticino. A questi si aggiungono anche Mornago e Ternate, anche se formalmente esterni all’area di ricerca, mentre il petrolio non sarà cercato sotto Brebbia, Cadrezzate, Ispra e Malgesso.

Una volta completata questa prima fase di indagine Shell potrebbe decidere di realizzare un pozzo esplorativo vero e proprio. Se cioè verranno trovati giacimenti l’azienda potrebbe decidere, sempre passando da una valutazione di impatto ambientale, di andare a prendere quel petrolio per analizzarlo.

A questo punto, se il petrolio trovato verrà considerato di buona qualità, l’azienda potrà decidere se iniziare la procedura per estrarlo, anche in questo caso dovrà essere avviato un nuovo procedimento, da un punto di vista statistico, comunque, è abbastanza improbabile che l’oro nero verrà trovato. In media solo il 5% delle indagini effettuate con i rilievi geofisici fotografano situazioni interessanti e, nei casi positivi, solo un pozzo espolorativo su 10 alla fine darà risultati soddisfacenti.

Questa indagine di Shell potrebbe avere effetti positivi per il territorio. L’azienda si è infatti impegnata a condividere con le università lombarde e piemontesi le mappe del sottosuolo che saranno realizzate grazie all’attività di indagine in modo da fornire importanti informazioni sul sottosuolo di queste zone.

Incontri con i sindaci, associazioni delle aree interessate dall’indagine. Colloqui informali che Shell sta realizzando ancora prima di fare la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per raccogliere fin da subito preoccupazioni o richieste delle comunità locali legate al rilievo geofisico.

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