Si è spento nella serata di ieri a Varese Umberto Bossi, storico fondatore ed ex segretario della Lega Nord.
Bossi aveva 84 anni e nelle ultime settimane le sue condizioni di salute si sono aggravate.
Da tempo aveva abbandonato la scena politica, ritirandosi nel suo paese di origine, Gemonio, nel Varesotto, con la sua famiglia, alla quale stanno arrivando numerosi messaggi di cordoglio.
“La Lombardia non ti dimenticherà mai”, ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, non appena appresa la notizia.
“La sua passione per la politica era innegabile”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
In tanti, anche tra gli oppositori di Umberto Bossi, lo stanno ricordando per la coerenza e la dignità nel condurre le proprie battaglie politiche.
Tra i messaggi di cordoglio, anche quello del sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi:
“La scomparsa di Umberto Bossi è per me innanzitutto un dolore umano, prima ancora che politico. Perdiamo il fondatore della Lega, il Senatùr, ma soprattutto una persona che ha dedicato tutta la sua vita a dare voce a un Nord che allora non si sentiva ascoltato. Da ragazzo, a 18 anni, è stato il suo esempio a spingermi ad impegnarmi in politica: senza la sua intuizione e il suo coraggio io, oggi, non sarei sindaco e non avrei fatto questo percorso. Bossi ha avuto il merito di creare, partendo dalla Lombardia e dai territori, un movimento che ha cambiato per sempre la politica italiana, portando in Parlamento il tema dell’autonomia, del federalismo e della vicinanza concreta ai cittadini.
Come ogni grande leader, ha avuto luci e ombre, ma nessuno può mettere in discussione il fatto che senza di lui la storia della Seconda Repubblica sarebbe stata diversa. Oggi il pensiero va anzitutto alla sua famiglia, ai militanti, a chi ha condiviso con lui battaglie, speranze, anche delusioni, ma non ha mai smesso di credere che la politica dovesse partire dai comuni, dalle province, dalle nostre comunità locali.
A Umberto Bossi dobbiamo un “grazie” per averci insegnato che si può partire da un campanile di provincia e arrivare a cambiare il dibattito nazionale. Sta a noi, ora, portare avanti quelle idee di autonomia, responsabilità e buona amministrazione calandole nel presente, con rispetto per la sua storia e con lo sguardo rivolto al futuro”.



















