E’ stata celebrata nei giorni scorsi, venerdì 23 gennaio la “Giornata mondiale della Scrittura a mano”, istituita per tutelare una pratica fondamentale e ricordarne l’importanza, perchè aumenta le capacità cognitive, l’apprendimento e la creatività.
Queste considerazioni hanno un fondamento scientifico: studi recenti hanno dimostrato che scrivere a mano sviluppa le interconnessioni cerebrali. Il gesto antico della mano che, sorreggendo la penna, scorre sul foglio, mette in collegamento numerosi ricettori, dal braccio alla testa, al cervello che elabora, memorizza e impara, sviluppando le capacità di concentrazione e la creatività.
L’uso della scrittura manuale, in particolare del corsivo, è stato gradualmente e a tutti i livelli scavalcato dalla scrittura digitale, con l’impiego anche tra i giovanissimi di dispositivi come le tastiere dei pc e dei tablet, nonché dei cellulari.

Ma la “fatica” di tenere la penna e scrivere componendo così messaggi ed appunti, rimane l’unico modo per salvaguardare la conoscenza vera e le capacità delle persone di elaborare il pensiero stesso, costruito secondo un processo evolutivo che certamente non si deve arrestare.
La scrittura in epoche remotissime ha segnato l’inizio della storia dell’uomo, la possibilità di lasciare una traccia, il segno grafico. Un po’ come andare in bicicletta: una facoltà che alle persone, quella di saper scrivere a mano, nessuno potrà togliere più.
Ed è di questo periodo, e ricordata ieri in occasione della Giornata della Scrittura, una raccolta di firme che sostiene un progetto promosso dall’UNESCO, per candidare il corsivo come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Nel manifesto dell’iniziativa si legge: “La scrittura manuale corsiva si configura come un’abilità frutto dell’evoluzione della specie umana di cui è divenuta nel tempo un tratto antropologico essenziale. Il progressivo indebolimento del suo insegnamento nei sistemi scolastici dei Paesi a più alto tasso tecnologico e la contemporanea concorrenza della sempre più diffusa scrittura digitale, ne stanno mettendo a rischio sia l’apprendimento sia la pratica”.
Quindi, le nostalgie non c’entrano: la scrittura a mano attiva la mente, esercita il pensiero a soffermarsi su immagini che non sono in movimento, aiuta il controllo motorio e il linguaggio.
In Italia sembra che l’insegnamento strutturato del corsivo, nelle scuole primarie, stia tornando. E, se recepito bene, non significherà un passo indietro. Anzi.


















