Arriva l’estate, arrivano le vacanze e per chi sta decidendo di trascorrerle al mare c’è soltanto l’imbarazzo della scelta, come si suol dire, guardando a più di 6mila chilometri di litorali in Italia che si specchiano in acque blù.
Blù come la Bandiera Blù attribuita nei giorni scorsi da FEE, la Foundation for Environmental Education, che premia i mari puliti, ma non soltanto.
E nella lista dei Comuni sul mare che hanno ottenuto la Bandiera Blù 2026, simbolo di acqua pulita, quest’anno ce ne sono undici in più rispetto al 2025, per un totale di 257, con 525 spiagge garantite, e 87 approdi turistici al top della qualità.
I Comuni che hanno ottenuto la Bandiera Blù per la prima volta sono una quindicina: Rimini, Andora e Taggia, Limone del Garda, Morciano di Leuca, Tricase, Teulada, Ispica, Lipari, e il Monte Argentario.
La FEE valuta le località di mare secondo più di trenta criteri, che considerano anche il livello di depurazione delle acque, la gestione dei rifiuti, l’educazione ambientale riservata ai bagnanti, l’accoglienza delle persone con disabilità, i sistemi di sicurezza in caso di necessità, oltre che la qualità delle acque meta finale della balneazione.
Purtroppo quest’anno hanno perso la Bandiera Blù tre Comuni: Patù, Castrignano e San Felice Circeo.
La Bandiera Blù ogni anno tutela i vacanzieri ma sollecita anche i Comuni, gli stabilimenti balneari e tutte le strutture ricettive legate al turismo, a fare davvero del loro meglio, per l’ambiente marino e i suoi grandi e piccoli estimatori.



















