Il tema è tanto delicato quanto urgente: i dati che illustrano il fenomeno del bullismo e quello del cyberbullismo raccontano di una tendenza in crescita, e di conseguenze sempre più gravi nella vita dei bambini e dei ragazzi che ne sono vittime.
Ieri, sabato 7 febbraio è stata celebrata la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ed è stata l’occasione per riflettere, a più livelli, su come stanno le cose e come è possibile lavorare per eliminare questa odiosa realtà.
UNICEF Italia ha diffuso per l’occasione alcuni dati, portando alla ribalta il fatto che circa il 37% dei bambini e dei giovani nel Paese sono esposti a “messaggi di odio”, e più del 34% è esposto a “immagini cruente e violente”, che non favoriscono una crescita serena. Nel 2022 i bambini che hanno subito episodi di bullismo sono stati il 14,3%.
Cosa succede a queste giovani vittime? Salgono in loro gli stati d’ansia e il pensiero del suicidio.
Ogni episodio di bullismo lascia una traccia profonda nei bambini, che sono gli adulti di domani: “Il bullismo e il cyberbullismo sono esperienze che possono lasciare segni profondi su bambini e adolescenti compromettendo la loro crescita e le relazioni”, il commento di Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia.
Necessario trovare soluzioni che sostengano la prevenzione del bullismo, come anche degli abusi on line.
Lo stesso ente ha ribadito ieri il bisogno di avviare un progetto collettivo contro il bullismo, che riunisca le famiglie, la scuola, gli ambienti che i bambini e i ragazzi frequentano nel tempo libero, come oratori e associazioni sportive, per anticipare e contrastare qualunque gesto, qualunque comportamento che offenda e comporti umiliazione.
Perchè i più giovani e i più indifesi possano crescere sicuri, ognuno con le proprie capacità, ognuno con il proprio diritto ad essere felice.


















