Si chiama Artemis il progetto della NASA che riporterà l’uomo sulla Luna, con un nuovo viaggio esplorativo il prossimo mese di aprile.
Dopo le missioni NASA denominate Apollo, che hanno portato l’uomo a camminare sul suolo lunare, più precisamente le numero 11, 12, 14, 15, 16, 17, il nuovo programma spaziale Artemis prevede il sorvolo, un viaggio attorno al satellite terrestre, quindi la discesa sul suolo lunare, nelle tre distinte fasi Artemis I, Artemis II e Artemis III.
La conquista della Luna degli anni ’60, mai tentata prima, tra il 2026 e il 2027 replicherà l’esperienza per gli astronauti NASA (l’orbita lunare era stata raggiunta da Apollo 8 e Apollo 17, nel 1968 e nel 1972).

Ma per “programma lunare” si intendono diverse tipologie di viaggio spaziale, verso la Luna: Artemis I, volo già compiuto nel 2022, è stato soltanto un volo test della navicella Orion, durato venticinque giorni, senza equipaggio.
Artemis II, previsto per il prossimo mese di aprile, porterà a volare una decina di giorni intorno alla Luna quattro astronauti: Christina Koch, Victor Glover, Jeremy Hansen e Reid Wiseman, il comandante, in partenza dal Kennedy Space Center in Florida. Servirà per simulare in tutto e per tutto le prossime missioni, dal lancio al viaggio oltre l’atmosfera terrestre, quindi i sistemi di bordo, le comunicazioni, i supporti vitali, fino al rientro con ammaraggio nell’Oceano Pacifico.
La missione Artemis III, prevista nel 2027, porterà un equipaggio a camminare di nuovo sul suolo lunare: il vero ritorno dell’uomo sulla Luna.
Per chi pensa che possa rappresentare un enorme déjà vu, come spiegano gli esperti sarà invece una nuova sfida, anche per la messa in campo di nuovissime soluzioni tecnologiche, in nome della scienza. Con un occhio già puntato verso il pianeta Marte.





















