Obiettivo: il contrasto alla diffusione della droga. E anche Milano potrebbe avere le sue “zone rosse”, undici individuate al momento, in cui avviare misure di prevenzione al degrado e allo spaccio.
L’elenco delle aree in questione, e il possibile provvedimento, saranno oggetto di una riunione che si svolgerà nelle prossime settimane tra il Comune, la Prefettura e le Forze dell’ordine, davanti alla circolare del Ministero dell’Interno.
Tra le zone calde dello smercio di sostanze stupefacenti a Milano, ci sono la stazione Centrale e quella di Rogoredo, quindi la zona delle Colonne di San Lorenzo e della Darsena, e corso Como.
Nella circolare si stabilirebbe l’avvio di una prima fase di verifica delle aree cittadine, in cui si registrano maggiormente situazioni di illegalità e criminalità. Le “zone rosse” potrebbero essere all’inizio soltanto cinque, in cui avviare il monitoraggio, da estendersi gradualmente in seguito ad altri quartieri. Corso Garibaldi e dintorni, Arco della Pace, via Padova, San Siro, vie limitrofe a Benedetto Marcello, rientrano nella lista delle zone più colpite da fenomeno di degrado sociale.
Con la Prefettura si stabiliranno quali strategie mettere in campo per aumentare la sicurezza, in collaborazione con le Forze dell’ordine, e tra le azioni si considera anche il daspo urbano, con le sue diverse applicazioni, di allontanamento.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala nei giorni scorsi si è detto cauto rispetto alle “zone rosse”, che potrebbero non essere sinonimo di efficacia sulla criticità. Secondo Sala serve una visione più ampia su tutta la città, contro il degrado, perché le zone a rischio si conoscono già.

















