Mentre si discute nelle sedi governative di portare l’età pensionabile degli italiani a 70 anni, quelli impegnati nella pubblica amministrazione, i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL hanno fornito in queste ore una risposta ad un’ipotesi giudicata “folle”.
Come è vero che “un sistema pensionistico sta in piedi se aumenta l’occupazione, perché sono quelli che lavorano che pagano la pensione a quelli che ci vanno”, per Maurizio Landini, segretario nazionale della CGIL, è necessario “superare la precarietà, allargare il numero di persone che lavorano, combattere il lavoro nero e l’evasione contributiva. Siamo già il Paese che ha l’età pensionabile più alta di tutta Europa, credo che sia una follia (…) un’operazione per non far aumentare i costi alla pubblica amministrazione e per non pagare le pensioni”.
Secondo Luigi Sbarra, leader della CISL, serve un tavolo di confronto al Ministero del Lavoro sui temi della previdenza: “Questi argomenti bisogna affrontarli in maniera seria. Per noi le priorità sono pensione contributiva di garanzia per i giovani, sostegno alla previdenza complementare, misure di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro”.
Analogo il pensiero di Pier Paolo Bombardieri, segretario nazionale della UIL: “Serve una grande riforma”.


















