“Il pappagallo muto” è un romanzo giallo di indagine psicologica, edito dalla Casa Editrice Rizzoli nel 2025, nato dalla penna di Maurizio de Giovanni.
È un libro che esplora la resistenza alla vecchiaia e alla solitudine attraverso Sara, la protagonista, che con l’uso della memoria e l’ascolto si contrappone alla superficialità della tecnologia. Il titolo suggerisce che il silenzio e un’attenta osservazione rivelano più cose, e più profonde, di quanto faccia la chiacchiera.
La vera e unica protagonista è una donna di poche parole, ma con un’intelligenza molto sottile, e abile a “leggere” le persone L’intero romanzo ha un ritmo contemplativo, come se il tempo scorresse più lento.
È un romanzo maturo, delicato, malinconico che lascia un eco sottile anche quando si arriva alla fine.
La storia ha inizio in un parco, tra le urla gioiose dei bambini che giocano, e il cinguettio degli uccelli che saltellano tra un ramo e l’altro, e su una panchina ci sono seduti Sara e Andrea. Sembrano due pensionati che contemplano il mondo che gli scorre davanti, invece sono due ex agenti segreti richiamati per svolgere una missione al “vecchio stile”: niente tecnologia, soltanto tanta intuizione, pazienza e orecchie tese. I due ben presto si accorgeranno che non si tratta di un’innocua missione.
La storia contrappone le indagini umane e l’intuizione all’era dell’IA, mostrando Sara e Andrea alle prese con un intrigo spietato e un passato da rimettere insieme.
La lettura del libro lascia un’eco sottile, contrapponendo l’indagine umana, fallibile ma razionale, alla “scatola nera” dell’intelligenza artificiale.


















