Questo libro, “Il dono del marinaio”, è stato scritto da Julia R. Kelly, e tradotto per l’Italia da Stefano Borlussi, pubblicato da Mondadori nel 2025.
Si tratta di un romanzo che suggerisce al lettore che non esiste un’autentica gratuità nel dono, perché la reciprocità, anche se non richiesta, crea un vero legame di dipendenza tra chi dona e chi riceve, che può essere interpretato come un’oppressione da parte del donatore con la sua generosità.
Invece, la generosità vera e spassionata nasce da un trasferimento che coinvolge almeno tre persone, creando una catena benefica non legata alla reciprocità diretta.
La vera libertà si raggiunge quando il dono non è un atto bilaterale, ma è trasferito ad un terzo. In questo modo la catena del dono si allarga creando benefici.
Il romanzo segna l’esordio della scrittrice inglese: 1900, un villaggio scozzese di pescatori. Durante una violenta tempesta, accade un miracolo che scuote tutta la comunità: un bambino, è ritrovato sulla spiaggia vivo da Joseph, un pescatore, trasportato lì dalle onde. La cosa straordinaria è che assomigli tantissimo al figlio della maestra del villaggio, scomparso in mare, alla stessa età molti anni prima.
Inutile dirlo, la maestra Dorothy si prende cura del bambino, e col passare dei giorni ogni smorfia e sguardo del piccolo evocano in Dorothy ricordi del suo figlio perduto. Come anche riflessioni sulla figura di Joseph, segnato da vecchi pettegolezzi, che da anni lo collegano alla scomparsa del figlio di Dorothy.
I due si trovano ora legati da questa presenza, che risveglia dei vecchi segreti e nuove passioni mai sopite, e che nessuno aveva mai osato svelare.
E’ un racconto che si legge tutto d’un fiato, indimenticabile, perchè parla di amori perduti e forse ritrovati, e della vita.



















