Il Cotonificio Carlo Ottolini fu uno dei primi insediamenti di tipo produttivo di Busto Arsizio.
La sua attività inizia nel 1876, quando Carlo Ottolini ereditò da suo padre un lotto di terreno. Inizialmente decise di costruirvi una stamperia, a cui affiancò spazi per la produzione dei tessuti tipici della città: il Tarlisu e la Bumbasina; in seguito, proprio questi tessuti hanno dato il nome alle due maschere carnevalesche bustocche.
Il primo stabilimento divenne il Cotonificio Carlo Ottolini già nel 1885, quando gli furono aggiunti nuovi macchinari e dei capannoni.
Il successo dei prodotti Ottolini è stato premiato alle esposizioni di Palermo nel 1891, e di Genova nel 1892, ricevendo persino la medaglia d’oro del Ministero dell’Industria.
Nel 1900 Carlo morì e subentrò alla guida dell’industria suo figlio Ernesto Ottolini. Proprio a lui si deve l’edificazione dello stabilimento che oggi ospita il Museo del Tessile e della Tradizione industriale, in centro a Busto Arsizio.
La famiglia Ottolini mantenne il controllo dell’attività fino al 1915, quando la proprietà passò a due dipendenti: Antonio Tognella e Carlo Schapira. Un cambiamento radicale che si rispecchia nel nuovo nome della ditta: Cotonificio Bustese.
Nel periodo tra le due Guerre l’azienda fu in costante crescita, uno sviluppo che durò fino agli anni ’50, quando iniziò la fase discendente. La chiusura definitiva avvenne nel 1972.
Oggi lo spazio è stato riconvertito in un parco, e lo stabilimento è sede del Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio.
Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_tessile_e_della_tradizione_industriale_di_Busto_Arsizio, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Museo_del_Tessile_in_Busto_Arsizio,_Italy_07.JPG



















