lunedì, 24 Gennaio 2022

Musei chiusi ma vivi a Busto Arsizio: la cultura è necessaria

La pandemia chiude i musei, ma non ferma il lavoro per l’organizzazione delle iniziative culturali già programmate dall’amministrazione comunale di Busto Arsizio. Se non si potrà aprire al pubblico la mostra “La voce del corpo”, degli scultori Piero Scampini e Paola Ravasio, programmata nell’ambito della rassegna “Uno spazio per l’arte”, durante la settimana, gli artisti hanno comunque proceduto all’allestimento e le opere, ora posizionate nelle sale di Palazzo Cicogna, sono in attesa di un miglioramento della situazione sanitaria e della possibilità di riaprire i musei: pronte per essere ammirate.

“Noi non desistiamo. La mostra di scultura che si sarebbe aperta in questo fine settimana, degli artisti Pietro Scampini e Paola Ravasio, è comunque allestita. Abbiamo deciso di farlo, così da essere pronti: non appena i musei riapriranno, potremo immediatamente offrirla al pubblico”, spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli.

Un assaggio della mostra è comunque visibile: si tratta di “Ombre” la grande scultura “di Pietro Scampini, posizionata in piazza Vittorio Emanuele proprio per accompagnare la mostra allestita all’interno delle Civiche raccolte, dove, fino a domenica scorsa, è stata esposta l’installazione di fiber art “Thumos” di Daniela Frongia che ha fatto registrare un buon successo di pubblico: i visitatori sono stati infatti 610, segno dell’interesse per questa forma dell’arte contemporanea che ha trovato a Busto, città da sempre legata a doppio filo al tessile, un palcoscenico ideale.

L’assessorato sta lavorando, in queste settimane, per le altre mostre inserite nel calendario di “Uno spazio per l’arte” già programmate per i prossimi mesi. Oltre alle sculture di Ravasio e Scampini, le sale del Palazzo accoglieranno, in date che verranno riprogrammate appena possibile, le opere di fiber art di Giovanna Giachetti, i ritratti realizzati con cannucce in plastica di Andrea Polenghi e le opere in mosaico di materiali plastici di Letizia Lanzarotti, i dipinti e le celebri opere Lara Martinato e Paolo Schmidlin.

Pronta per essere allestita e visibile non appena sarà consentito è anche la mostra più significativa della stagione dal punto di vista storico: si tratta di “Giuseppe Bossi e Raffaello nelle collezioni civiche e private”, organizzata in stretta relazione e collaborazione con l’omaggio che il Castello Sforzesco, renderà a Raffaello nel cinquecentesimo anniversario della morte, nell’ambito del progetto diffuso “Raffaello. Custodi del mito in Lombardia”. In primavera, se la situazione sarà finalmente tornata alla normalità o quasi, tornerà il Festival Fotografico Europeo organizzato dall’Archivio Fotografico Italiano, con il meglio della fotografia nazionale  e internazionale.

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