giovedì, 6 Ottobre 2022

Ferragosto di festa ma non per tutti: 95mila lavoratori a rischio. La crisi è ancora tanta

(Foto ANSA - M. Bazzi)

Ferragosto di festa ma non per tutti: è proseguita anche nelle scorse ore la protesta dei lavoratori che in Italia hanno un futuro incerto sul fronte occupazionale, e molti di loro si sono ritrovati davanti alle loro aziende anche ieri, 15 agosto, per dare voce alle loro preoccupazioni. Numerose le realtà industriali, grandi e piccole, dove si stanno portando avanti vertenze sindacali per scongiurare il peggio: chiusure, trasferimenti della produzione, licenziamenti.

Una recente indagine ha rilevato che sono circa 95mila i lavoratori in tutta Italia che rischiano il posto di lavoro, e che stanno vivendo un grande momento di incertezza. A queste situazioni difficili corrispondono più di settanta tavoli di confronto aperti al MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, dove si discute, caso per caso, per superare le crisi e trovare alternative alla risoluzione dei contratti di lavoro. Da Nord a Sud, tra le grandi imprese a rischio ci sono la Wartsila di Trieste, l’Ansaldo di Genova, la Cmc di Ravenna, la Fimer di Arezzo, la Jsw Steel di Piombino, la Whirpooll di Napoli, le Acciaierie di Taranto, la Isab-Lukoil di Priolo in Sicilia, e molte altre.

Tra i settori più colpiti dalle difficoltà, e dalle scelte di datori di lavoro che non intendono proseguire nelle loro attività (o vogliono farlo dove costa meno), ci sono quelli legati alla produzione di automobili, la siderurgia, l’aeronautica e la produzione degli elettrodomestici. E l’autunno non lascia intravvedere scenari migliori, per via della crisi energetica in corso che si somma alle altre difficoltà.

Tra i lavoratori e i sindacati si guarda anche al prossimo Governo, per nuove soluzioni.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
WhatsApp
Telegram

ULTIME NEWS

LE PIÙ LETTE

ARTICOLI CORRELATI