Cerca
Close this search box.
martedì, 23 Luglio 2024
martedì, 23 Luglio 2024
Cerca
Close this search box.

Dall’Alto Milanese un paio di testimonianze sulla tragedia al Mottarone

(Foto da FB)

Racconta così, Massimo Lualdi, noto avvocato di Legnano, la sua esperienza vissuta ieri, domenica 23 maggio, nelle vicinanze del luogo della tragedia, quella della funivia precipitata sul Mottarone: “Ieri eravamo presenti all’Alpino quando è accaduto il disastro. A circa 2 km di distanza. Alle 12.30 è stato un inferno di sirene: davanti casa tre camion dei vigili del fuoco (uno poi si è pure ribaltato) e tre jeep dei Carabinieri. Stranamente nessuna ambulanza (solo una più tardi). Tempo 15 minuti e gli elicotteri dell’elisoccorso avrebbero motivato la sproporzione tra i mezzi. Era chiaro che era successo qualcosa di molto grave, ma francamente pensavamo ad un mezzo precipitato in una scarpata. Un’ora dopo tutta la zona, proprio da dove eravamo noi, è stata blindata e il nostro punto era il limite di passaggio, da dove accedevano solo a piedi i giornalisti e i fotografi (oltre chiaramente alle forze dell’ordine, al personale sanitario e all’autorità giudiziaria). Conosco bene quella funivia avendola usata decine e decine di volte in oltre 20 anni di residenza, sempre non senza apprensione, visto il passaggio molto in alto sull’area sopra il bosco. Tuttavia fino a poco tempo fa c’era un manovratore, ora, a quanto pare, non più presente a seguito di automazione. Quella che è incredibile nella tragedia è la sequenza delle sciagurate coincidenze: si rompe il cavo traente (per un fulmine la sera prima?); il freno d’emergenza non interviene (il manovratore se fosse stato presente avrebbe forse potuto azionarlo); la cabina arretra velocemente verso il pilone e si schianta su di esso, ma non si blocca; scarrucola (le protezioni?); cade da 15 metri, ma non si ferma e rotola per altri 50 metri”, scrive Lualdi via social.

Un’analoga riflessione è stata pubblicata dal sindaco di San Giorgio su Legnano, Walter Cecchin: “Doveva essere una giornata di fatica e relax in bici, dove andare se non sulle montagne più vicine e belle della nostra zona, il Mottarone?Mentre siamo in sosta a Gignese, arrivano i primi suoni delle sirene dei pompieri e ambulanze e il rumore degli elicotteri e immediatamente arriva la notizia dei residenti che mai ti aspetteresti: “E’ caduta la funivia del Mottarone, ci sono morti e feriti”. Così una felice e spensierata giornata tra amici si trasforma in stupore e tristezza e il pensiero parte subito per le persone morte e al pianto delle famiglie alla notizia. Imprevedibile ed incomprensibile a volte la vita”.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
WhatsApp
Telegram

ULTIME NEWS

LE PIÙ LETTE

ARTICOLI CORRELATI

Close Popup

Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.

Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.

Cookie tecnici
Questi cookie sono impostati dal servizio recaptcha di Google per identificare i bot per proteggere il sito Web da attacchi di spam dannosi e per testare se il browser è in grado di ricevere cookies.
  • wordpress_test_cookie
  • wp_lang

Accettazione/Rifiuto Gdpr
Questi cookie memorizzano le scelte e le impostazioni decise dal visitatore in conformità al GDPR.
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings