Gennaio è il mese del Veganuary, un invito globale a sperimentare per trenta giorni un’alimentazione completamente vegetale.
Nato nel 2014 nel Regno Unito come iniziativa dell’associazione non profit Veganuary, il progetto nasce con l’obiettivo di incoraggiare le persone a provare un’alimentazione vegana per il mese di gennaio, periodo simbolo di nuovi inizi e buoni propositi, mostrando in modo concreto come una dieta vegetale possa essere accessibile, nutriente e sostenibile.
Oggi diffuso in tutto il mondo, il Veganuary intercetta il bisogno diffuso di rinnovamento che segue le festività: un tempo di riflessione, leggerezza e nuovi inizi.
Eliminare temporaneamente prodotti di origine animale non è una rinuncia, ma un esercizio di consapevolezza che apre a nuovi sapori, stimola la creatività in cucina e porta benefici concreti sia alla persona sia al pianeta.
Un’alimentazione vegetale ben costruita migliora l’apporto di fibre, favorisce la digestione, contribuisce a ridurre colesterolo e infiammazioni e spesso restituisce energia e lucidità.
Sul fronte ambientale, anche un solo mese vegano riduce sensibilmente l’impronta ecologica individuale: meno emissioni di gas serra, minor consumo di acqua e suolo, minore pressione sugli allevamenti intensivi. In questo contesto, la cucina diventa il luogo privilegiato in cui etica, salute e piacere si incontrano, dimostrando che la gastronomia vegetale può raggiungere livelli di raffinatezza assoluta.
La ricetta che segue è un esempio di cucina vegana gourmet, pensata per raccontare il Veganuary attraverso eleganza, tecnica e profondità di gusto.
Risotto al topinambur, crema di anacardi e olio al rosmarino
Ingredienti:
320 g di riso Carnaroli,
2 topinambur,
1 scalogno, brodo vegetale caldo qb
60 g di anacardi naturali ammollati
1 rametto di rosmarino
olio extravergine d’oliva
sale
pepe nero
vino bianco secco.
Frullare gli anacardi ammollati con acqua, sale e un filo d’olio fino a ottenere una crema liscia e setosa, pelare i topinambur e tagliarli a cubetti poi tritare finemente lo scalogno.
Scaldare l’olio evo in una casseruola e rosolare lo scalogno dolcemente, aggiungere i topinambur e lasciarli insaporire.
Unire il riso e tostarlo, sfumare con il vino bianco e portare a cottura aggiungendo il brodo vegetale caldo poco alla volta.
Mantecare a fuoco spento con la crema di anacardi, aggiustare di sale e pepe.
Scaldare dolcemente l’olio evo con il rosmarino e filtrarlo, completando così il piatto con poche gocce di olio aromatico.
Questo risotto si abbina perfettamente a un vino bianco strutturato ma fresco come un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un Sauvignon Blanc non eccessivamente aromatico, capaci di sostenere la cremosità del piatto senza sovrastarne le note delicate. Va servito in piatti piani ben caldi, stendendolo con un leggero movimento circolare per esaltarne l’onda, e rifinito con una macinata di pepe nero e qualche ago di rosmarino croccante per un tocco visivo e aromatico.
Veganuary non è soltanto una tendenza stagionale, ma un vero è proprio laboratorio del futuro, dimostra che un’alimentazione più sostenibile può essere anche colta, appagante e profondamente gastronomica.
ennaio diventa così non un mese di privazioni, ma un tempo di scoperta, in cui il cambiamento passa dal piatto e parla il linguaggio universale del gusto.




















