L’idea è stata sviluppata in queste settimane a Busto Arsizio, dove, come del resto anche in altre città italiane ed europee, esistono i cosiddetti “rifugi climatici”, luoghi pubblici ad accesso libero e gratuito che, oltre a mantenere le loro regolari funzioni, offrono ristoro dalle temperature elevate.
Così è stato ricordato ai cittadini che, in particolare, la Biblioteca G.B. Roggia con la sala Monaco e le ex carceri asburgiche costituiscono un punto di riferimento per le persone che abbiano bisogno di momenti di sollievo dal caldo, perché offrono ambienti più freschi rispetto all’esterno, sedute, e ingresso gratuito senza limiti di tempo.
Dal Comune la precisazione che all’interno delle due strutture ci sono servizi sempre disponibili: in sala Monaco è possibile leggere (e prendere in prestito) libri, riviste e quotidiani, vedere film, suonare alcuni strumenti musicali, giocare a scacchi; nelle ex carceri ci sono altre postazioni di studio e lettura. In entrambe le strutture sono offerte possibilità di incontro e socialità per tutti, giovani e meno giovani.
“Che Busto abbia i suoi rifugi climatici nei luoghi di cultura è per noi di particolare rilevanza, pratica e simbolica.
Pratica, perché si tratta di spazi che non si limitano a offrire gradevoli temperature per dare sollievo, ma contestualmente rendono disponibili una serie importante di servizi perché si possa dare un buon senso al tempo lì trascorso per cercare sollievo. Simbolica, poiché riteniamo che i luoghi della cultura siano rifugi per antonomasia: al riparo dalla noia, dalla strada e dalle sue dinamiche non sempre edificanti, dalla scarsità di conoscenza, dallo spreco o cattivo uso del tempo, dalle differenziazioni. Tutti devono e possono sentirsi a proprio agio e bene”, spiega l’assessore alla Cultura, Manuela Maffioli.




















