Saldi invernali al via da oggi, sabato 3 gennaio, nella gran parte delle regioni. Previsti sconti più alti rispetto a quelli estivi dello scorso anno, ma più bassi degli ultimi saldi invernali. E’ quanto emerge dallo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat, stimando il trend di quest’anno.
Come illustratp da UNC, per abbigliamento e calzature nel loro insieme, lo sconto è del 18,6%, in rialzo di 0,5 punti rispetto a luglio 2025 e in calo di 0,5 punti rispetto a quelli di gennaio 2025.
Il solo abbigliamento (Indumenti + Accessori) registra un abbassamento medio dei prezzi del 18,9%, in crescita di 0,4 punti percentuali su quelli della scorsa estate e in flessione di 0,3 punti sui saldi invernali del 2025.
In particolare, il record della convenienza spetta agli indumenti, che, con una riduzione del 20,5%, rappresentano la voce più scontata, +0,5 punti su un’estate fa, -0,3 punti sugli ultimi saldi invernali. Il calo minore del prezzo, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con una diminuzione dei listini dell’8,8%, in netta contrazione sia rispetto a un anno fa (-1 punto) che rispetto a un’estate fa (-0,9).
Le calzature segneranno un ribasso del 17%, la voce che segna il maggiore rialzo degli sconti rispetto a quelli della scorsa estate, +1,2 punti, ma anche il dato peggiore rispetto a un anno fa (-1,4).
“Suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare, senza farsi incantare da sconti improbabili che possono trarre in inganno. La direttiva Omnibus rende più rischioso fare ribassi farlocchi ma non li impedisce. Ricordiamo, poi, che se il prodotto è difettoso non si deve più denunciare il difetto entro due mesi dalla sua scoperta, anche se prima si fa e meglio è”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.


















