Mancherà. Anzi mancherà tanto e a tantissimi clienti abituali, il ristorante self service “Il Giardino” di via Marconi a Legnano, che si avvia nelle prossime settimane alla chiusura.
E’ scaduta, infatti, la concessione dei locali di proprietà del Comune alla famiglia Ponti, titolare di un analogo locale a Busto Arsizio; la conduzione in particolare è stata curata negli anni da Marco Ponti, che si è fatto apprezzare per l’organizzazione del Giardino impeccabile quanto sempre calorosa.
Più precisamente, il self service sarà attivo fino ad ottobre, quindi lo stop. In attesa di un bando che vorrebbe riassegnarlo. La famiglia Ponti aveva chiesto all’Amministrazione comunale una proroga di due anni, che non è stata concessa, per “l’obbligo di procedere con un nuovo bando, essendo per legge impossibile rinnovare ulteriormente la convenzione dopo tanti anni”, come si legge in una nota comunale.
“Il Giardino” aveva cominciato la sua attività nel 1988, e nel tempo è diventato un punto di riferimento per molti uffici ed aziende della zona, per le consuete “pausa pranzo” o “pausa caffè” di ogni giorno, ma non soltanto. Il ristorante self service è stato spesso il luogo ideale per l’organizzazione di eventi conviviali ed anche danzanti pomeridiani, riservati agli anziani, ai giovani, alle famiglie, coordinati da associazioni di promozione sociale del territorio, come Auser.
Aperto anche nei fine settimana, “Il Giardino” sarà ricordato per essere stato il punto di riferimento dei pranzi domenicali: un luogo accogliente e dove mangiare del buon cibo proprio come a casa.
“Ebbene sì, finisce questa avventura cui ho dedicato davvero tanto. Dispiace andare via, sono sincero, perchè si era instaurato un rapporto davvero speciale con la città, con tanti clienti abituati a trovare da noi uno spazio accogliente, su misura per mangiare e rilassarsi, incontrare gli amici, conversare”, commenta Marco Ponti.
L’attuale struttura, che vanta un’ampia sala interna ed uno spazio esterno, è anche frutto di un investimento fatto dalla famiglia Ponti a suo tempo (un investimento di 1 milione e 240mila euro), proprio per rendere migliore il ristorante.
“Se penso a quello che il nostro self service è stato, penso alla passione e all’impegno profuso ogni giorno, per renderlo quello che è diventato. Ho sempre amato che fosse luogo di socializzazione, luogo per tutti, spazio per i pranzi ma anche per gli incontri. Persino per studiare, con i tavoli pieni di ragazzi”, racconta Ponti.
E adesso? L’attività cessa in via Marconi, ma riprenderà per la famiglia Ponti presto in un’altra location, con tutti gli stessi dipendenti del Giardino di oggi: nessuno sarà lasciato a casa.
Al primo posto sempre le persone.






















