La posizione contraria dell’Amministrazione comunale di Cerro Maggiore è ferma e non lascia dubbi, in merito al progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico sui terreni agricoli tra Cerro e Cantalupo.
“Il Comune di Cerro Maggiore esprime ferma e motivata contrarietà al progetto di impianto fotovoltaico presentato in Città Metropolitana, e localizzato sui terreni agricoli tra Cerro e Cantalupo. Un intervento enorme che prevede l’occupazione di oltre 150mila metri quadrati di suolo agricolo, equivalenti a circa venti campi da calcio.
Si tratta di un progetto di dimensioni senza precedenti nel nostro territorio: l’impianto proposto a Cantalupo risulta cinque volte più esteso del già discusso progetto fotovoltaico della Bergamina a Nerviano. Se Città Metropolitana dovesse approvare questo progetto si configurerebbe un vero e proprio stravolgimento paesaggistico, con impatti ambientali, agricoli e ecosistemici che non possono essere ignorati”, dichiara il sindaco Nuccia Berra in queste ore.
Pochi giorni fa la giunta comunale ha approvato una delibera articolata e rigorosa, composta da una quindicina di pagine fitte di richieste tecniche, osservazioni puntuali e rilievi normativi, cui si sono aggiunte ulteriori osservazioni da parte del PLIS dei Mughetti, il Parco Locale di Interesse Sovracomunale, e da altri enti, che confermano la fondatezza delle criticità sollevate dal Comune di Cerro Maggiore.
“L’energia rinnovabile è un obiettivo strategico del futuro, ma non può diventare il pretesto per distruggere l’unica grande area verde rimasta tra Cerro e Cantalupo, un corridoio ecologico essenziale e parte integrante del PLIS dei Mughetti. La transizione energetica deve essere perseguita con intelligenza, equilibrio e rispetto del territorio.
La trasformazione di questi terreni agricoli in un campo fotovoltaico industriale rappresenterebbe uno scempio ambientale e un precedente pericoloso, incompatibile con la pianificazione territoriale, con la tutela del paesaggio e con la salvaguardia delle attività agricole locali”.
“La nostra Amministrazione si trova oggi ad affrontare una battaglia politica in solitaria contro un operatore che ha previsto di investire quasi 10 milioni di euro su questo intervento.Vogliamo difendere il territorio, l’agricoltura e il nostro futuro, opponendoci con fermezza a un progetto che comprometterebbe irreversibilmente un’area strategica, un patrimonio ambientale e un elemento identitario della nostra comunità”, il commento dell’assessore all’Ecologia e all’Urbanistica, Alessandro Provini.



















