Carne prodotta in laboratorio: non è fantascienza ma una delle possibili alternative del futuro, secondo un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea per 2 milioni di euro.
Mentre la Commissione europea ha posto l’obiettivo di ridurre i consumi di carne e salumi, per mitigare l’impatto degli allevamenti sull’ambiente, a Bruxelles si è deciso di sostenere la ricerca avviata da due aziende olandesi, che si impegnano per un progetto di ricerca e sviluppo chiamato “Feed for Meat”, che mira alla produzione di carne in laboratorio. La carne si ottiene partendo dalla raccolta di cellule muscolari animali, lavorate in un bio-reattore, fatte crescere con proteine. Il che si tradurrebbe in meno gas serra, meno animali in cattività, meno inquinamento di suolo.
I fondi per finanziare il progetto sono quelli del pacchetto “Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa” (React-Eu), uno dei sotto-programmi della “Next Generation Eu”, il piano per la ripresa dopo la pandemia. Ma non tutti sono d’accordo, soprattutto in Italia: “È inaccettabile che l’Unione europea finanzi con risorse pubbliche il business privato della carne in provetta, dietro il quale si nascondono rilevanti interessi economici e speculazioni internazionali dirette a sconvolgere il sistema agroalimentare mondiale”, denuncia la Coldiretti, che ha sollecitato tutti gli eurodeputati italiani, affinché sollevino il caso in Commissione.



















