I Carabinieri Forestali hanno denunciato nelle scorse ore una persona, trovata mentre stava utilizzando una fiocina, strumento rigorosamente vietato, per la cattura e l’uccisione della fauna ittica, in particolare esemplari di lucioperca. Come spiegato dall’Arma, questo reato prevede l’arresto fino a 2 anni o un’ammenda fino a 12mila euro. L’illecito si è consumato, tra l’altro, in un periodo in cui la pesca del lucioperca non è consentita dal regolamento vigente per il bacino del Lago Maggiore.
I militari hanno operato nell’ambito di una serie di verifiche mirate al contrasto del prelievo illegale di fauna ittica, in collaborazione dell’Associazione “Tritone APS”, le cui segnalazioni hanno orientato efficacemente i servizi di monitoraggio sul territorio.
Oltre alla denuncia penale, i militari hanno proceduto al sequestro del pescato e dell’attrezzatura utilizzata. All’indagato sono state inoltre contestate le relative violazioni amministrative, tra cui la mancanza dell’apposito tesserino di pesca.
Come si legge in una nota, il fermo biologico del lucioperca risponde a precise necessità ecologiche legate alla delicata fase riproduttiva della specie, periodo in cui il danno provocato dal bracconaggio ittico può rivelarsi particolarmente grave. A differenza di altre specie, il maschio del lucioperca costruisce un nido sul fondale e lo custodisce assiduamente per settimane. Se l’esemplare maschile viene prelevato, il nido resta sguarnito, e bastano pochi minuti affinché le uova diventino preda di altri pesci, causando la distruzione di un’intera generazione di avannotti e compromettendo gravemente il naturale ricambio della biodiversità lacustre.
I Carabinieri Forestali rinnovano l’invito a cittadini e ad associazioni a collaborare attivamente per la protezione del territorio, segnalando eventuali episodi di bracconaggio ittico ai Reparti Carabinieri Forestali della provincia di Varese.



















