A pochi giorni dall’annuncio da parte del Governo dell’abolizione per le auto medio-piccole e per le moto, il bollo torna protagonista, questa volta in negativo.
Il CERT-AGID ha rilevato una campagna di phishing che sfrutta indebitamente il nome, il logo e le grafiche dell’Automobile Club d’Italia per indurre le vittime a saldare una presunta morosità relativa al bollo auto. L’associazione Codici invita i cittadini a prestare la massima attenzione e fornisce alcuni consigli per evitare di cadere in trappola.
“L’allerta diffusa dal CERT-AGID conferma un fenomeno che osserviamo con crescente preoccupazione. Parliamo di campagne di phishing sempre più sofisticate, capaci di riprodurre fedelmente la grafica e l’identità di enti pubblici come ACI per carpire la fiducia dei cittadini. In questo caso specifico, i truffatori non si limitano a sottrarre dati identificativi, come codice fiscale, targa e indirizzo, ma arrivano a richiedere gli estremi completi della carta di pagamento, un salto di qualità che espone le vittime a un danno economico diretto e non solo a un rischio di trattamento illecito dei dati personali. Ai consumatori che, purtroppo, abbiano già inserito i propri dati sul sito fraudolento raccomandiamo di: contattare immediatamente la propria banca per bloccare la carta utilizzata, sporgere denuncia-querela e conservare screenshot e comunicazioni ricevute come prova. Il pagamento del bollo auto avviene esclusivamente attraverso i canali ufficiali della Pubblica Amministrazione, con autenticazione SPID o CIE: qualunque richiesta di dati personali o bancari al di fuori di questo perimetro deve essere considerata, a prescindere dall’aspetto grafico del sito, un campanello d’allarme”, spiega l’avvocato Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie di Codici.
Come spiegato dal CERT-AGID, il sito fraudolento è ospitato sui domini acitalia[.]info e acitalia[.]click, estranei ai canali istituzionali dell’ACI. Il portale riproduce una veste grafica riconducibile all’ente e prospetta l’esistenza di un bollo auto annuale non pagato entro la scadenza, con conseguenti sanzioni amministrative e maggiorazioni per mora.
La prima pagina richiede alla vittima l’inserimento del codice fiscale e della targa del veicolo, con il pretesto di verificare lo stato del pagamento del bollo auto. Il messaggio fa leva sulle possibili conseguenze del mancato pagamento, quali sanzioni, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione.
Dopo l’inserimento dei dati richiesti, il sito mostra una pagina dedicata alle “Informazioni di contatto”, nella quale vengono raccolti nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e indirizzo di residenza completo di città, provincia e codice postale.
Nell’ultima fase viene simulata una schermata di pagamento della sanzione, pari a 15,87 euro. La pagina riporta codice fiscale e targa precedentemente inseriti e richiede i dati completi della carta di pagamento: nome dell’intestatario, numero della carta, data di scadenza e CVV.
Come sottolineato dal CERT-AGID, l’ACI mette a disposizione il servizio ufficiale per il pagamento del bollo esclusivamente tramite i sistemi di autenticazione della Pubblica Amministrazione, come SPID o CIE. Di conseguenza, la richiesta di dati personali o bancari su un sito raggiunto tramite comunicazioni inattese, e senza aver prima effettuato il login con la propria identità digitale, deve essere considerata un possibile segnale di frode.


















