Chissà se potrà servire da esempio, e quindi da deterrente, per altre situazioni limite come questa: è stato arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Arese, hinterland Nord di Milano, un uomo di 40 anni, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravato, perchè, come spiegato in una nota dell’Arma, ha ripetutamente maltrattato la compagna di 39 anni, minacciandola anche con una pistola soft-air e aggredendola in più occasioni, sia fisicamente, sia verbalmente, sottoponendola ad un regime di vita vessatorio, speventandoola per la propria incolumità e per quella dei suoi familiari, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita.
Ed è la prima volta, dopo l’introduzione del reato di femminicidio, che è stata applicata al reato di maltrattamento l’aggravante che prevede un aumento della pena, “qualora il fatto sia commesso come atto di controllo, possesso, dominio e nonché di limitazione delle libertà individuali della donna, in quanto tale”.
Il provvedimento arriva dopo una particolare attività investigativa svolta dai Carabinieri coordinati dai magistrati del V Dipartimento della Procura di Milano, che ha portato allo scoperto una pericolosa escalation di violenza attuata dall’indagato nei confronti della donna.
L’uomo è stato portato nel carcere di San Vittore a Milano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

















