Si sono aggiunti agli aeroporti di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna anche quelli di Reggio Calabria e Pescara, dove il carburante è in questi giorni contingentato, a causa della guerra in Iran.
Diversa, almeno per il momento, la situazione all’aeroporto di Brindisi dove fino a questa mattina numerosi viaggiatori hanno temuto di non poter partire, mentre dopo mezzogiorno sono arrivate sette cisterne di kerosene a rifornire lo scalo rimasto a secco.
La situazione rimane preoccupante: secondo gli osservatori internazionali, si tratta di una crisi energetica globale che non ha precedenti, che porterà entro un mese, se non cambia la situazione, al blocco di tante altre cose, non soltanto dei voli.
Il settore aereo globale rischia di perdere 148 miliardi di dollari.
Domani a Bruxelles si terrà un incontro per affrontare la crisi energetica a livello europeo, con il prezzo del petrolio salito a 112 dollari il barile.
Come riporta il Ministero delle Imprese, oggi la benzina è a 1,782 euro al litro, e il diesel a 2,143, per effetto della guerra.


















