I fatti risalgono a marzo di un anno fa, quando a Vizzola Ticino la Polizia Provinciale di Varese ha individuato un cittadino mentre svolgeva attività venatoria in orario serale, durante il periodo di divieto generale.
L’uomo si trovava a bordo della propria auto con una carabina calibro 30-06, dotata di sistema di puntamento termico, e con munizioni dello stesso calibro. Gli elementi rilevati hanno portato a ritenere che stesse cacciando il cinghiale.
Per questo motivo è stato contestato il reato previsto dagli articoli 18 e 30 della Legge 157/1992, che vieta l’esercizio della caccia fuori dai periodi consentiti. La faccenda si è chiusa con il pagamento da parte del cacciatore di 1.291 euro, oltre alle spese, mentre il giudice ha dichiarato estinto il reato.
Tuttavia, rimaneva sospesa la rilevanza penale legata all’utilizzo di armi, e così nei giorni scorsi il Tribunale di Busto Arsizio ha disposto la confisca della carabina e delle munizioni sequestrate. Vista la tipologia dell’attrezzatura, particolarmente adatta alle operazioni di controllo della fauna selvatica, è stata richiesta al Tribunale l’assegnazione alla Polizia Provinciale, concessa, che la utilizzerà per le attività di gestione e tutela del territorio.

















