Mentre prosegue la trattativa che vede al centro l’azienda CNH, sito produttivo di Pregnana Milanese, in crisi per la riorganizzazione che dovrebbe portare alla chiusura dello stabilimento da giugno del 2020, l’incontro tra proprietà, sindacati e Governo svoltosi ieri al Ministero dello Sviluppo Economico ha posto alcuni punti fermi.
Quanto emerso dall’incontro, come è stato riferito dall’on. Riccardo Olgiati (M5S), legnanese, che sta seguendo la vicenda, evidenzia una differenza di vedute fondamentale tra azienda e sigle sindacali e Governo: “mentre la prima ha come obiettivo quello di trovare una soluzione per salvaguardare la posizione dei lavoratori, ipotizzando il riassorbimento all’interno o all’esterno del gruppo, sindacati e Governo hanno l’obiettivo di salvaguardare l’unita produttiva del sito di Pregnana anche attraverso la creazione di partnership di potenziali investitori in un settore, quello dell’automotive, che ha di fronte a se una fase di grande trasformazione improntata principalmente sulle tecnologie green”.
Apprezzabile il fatto che l’azienda abbia scelto di comunicare alle sigle sindacali la propria volontà con ampio anticipo, rispetto ai 75 giorni minimi richiesti dalla legge. “Dinanzi a questa situazione si apre un’opportunità importante da cogliere, quella di sfruttare al meglio gli strumenti sia a livello territoriale, sia nazionale ed il tempo a disposizione affinché il sito di Pregnana non soltanto continui la sua vocazione produttiva, ma possa anche essere protagonista di questa trasformazione”, commenta Olgiati. Qualche spiraglio si apre per i trecento lavoratori della CNH, una realtà importante per tutto l’Alto Milanese.



















