Presentata ufficialmente a Legnano nei giorni scorsi, si correrà giovedì 14 settembre la “Coppa Bernocchi – 42 GPBPM”, con partenza da Piazza San Magno alle 9.30.
Al via la tradizionale corsa ciclistica di risonanza internazionale che, come ogni anno, radunerà numerosi sportivi ed amanti della bicicletta proprio a Legnano.
Sottolineato dagli organizzatori anche il valore formativo dell’evento sportivo, che veicolerà un messaggio di educazione allo sport, alla tutela dell’ambiente, alla sicurezza. Il territorio stesso sarà vero protagonista per un giorno, poiché la “Coppa Bernocchi” sarà trasmessa in settanta Paesi, la stampa nazionale ed internazionale terranno alta l’attenzione sull’evento.
Ma perché la Coppa Bernocchi si corre sempre a metà settimana, in un giorno feriale, comportando la chiusura al traffico di numerose strade anche importanti, e provocando alcuni disagi alla viabilità? Insomma, come mai non si corre nei fine settimana?
Domande queste giunte alla redazione di Settenews.it, poste da alcuni lettori che ogni anno vivono la corsa come un limite ai loro spostamenti, sebbene relativo soltanto ad alcune ore della giornata.
Non si tratta di una motivazione legata a qualche particolare tradizione, ma data dal calendario degli atleti, relativo alla loro preparazione. I ciclisti che gareggiano nel periodo della Coppa Bernocchi e in vista del successivo trofeo mondiale, osservano un allenamento che ha dei picchi di prestazione: attività di carico e scarico delle forze e della competitività, che nel calendario della Federazione pone a metà settimana la “fatica” della Coppa Bernocchi.
La gara di giovedì prossimo è a dieci giorni dal mondiale, quest’anno in Norvegia, tempo limite per lo scarico e il carico delle forze dei corridori.
(Più facile è anche organizzare per la città il blocco temporaneo delle auto durante la settimana, senza dover ricorrere a risorse ed interventi straordinari nei fine settimana -ndr).



















