E’ il pensiero che formulano in tanti in queste settimane estive, caratterizzate per molti dalla partenza per i luoghi di villeggiatura: chi bada alla casa? Come lasciare la propria abitazione disabitata senza correre il rischio di trovare brutte sorprese al ritorno?
Il timore più diffuso per chi parte sono le effrazioni, che qualcuno riesca ad entrare e si appropri dei beni lasciati incustoditi, o che soltanto violi l’intimità delle mura domestiche in cerca di qualcosa da rubare.
“Sicuri del tutto non si è mai quando si parte, ma certo le case lasciate incustodite per un certo periodo di tempo, come in occasione delle vacanze, si possono proteggere con alcuni accorgimenti”, spiega il comandante della Polizia locale di Legnano Daniele Ruggeri.
Un buon impianto di allarme è già di per sé un deterrente significativo alle effrazioni, cui è bene dotarsi per stare tranquilli lontani da casa, efficace sia per le case private, sia per gli appartamenti nei condomini.
“Ci sono alcune buone abitudini che possono diminuire il rischio di intrusioni, come la presenza di qualcuno in casa, anche soltanto a giorni alterni. Un vicino di casa che apre le tapparelle, o che bagna le piante sui balconi, o accende le luci di tanto in tanto nelle stanze. In questo modo la casa da l’idea di essere comunque presidiata, e di non essere in balia di chiunque voglia entrarvi”.
Meglio fidarsi di un amico o di un vicino che di tanto in tanto rendono “abitata” la casa, quindi meno disponibile alle effrazioni.
Là dove sussiste il “Controllo del vicinato”, a maggior ragione conta il dialogo con i vicini, anche in caso di vacanze: “Avvisare della propria partenza i referenti del gruppo aiuta a garantire sicurezza a chi va via, e innesca le reti territoriali preposte ai controlli, partendo da quei valori di buon vicinato che rendono civili le convivenze, tra cittadini della stessa via o dello stesso quartiere”, ha confermato il comandante.
















