Se il fenomeno della violenza sulle donne non è in aumento di per sé, piuttosto cresce il venire allo scoperto delle situazioni difficili, perché le donne colpite, ma non soltanto loro, oggi ne parlano di più e denunciano le situazioni difficili, quando insostenibili.
Si è svolta questa mattina a Legnano una particolare presentazione, curata da Filo Rosa Auser, dei dati raccolti dal Centro Antiviolenza di Legnano, relativi ai primi tre mesi di quest’anno.
Ad oggi sono trentaquattro le donne in protezione, delle 293 che sono state prese in carico dal centro da marzo del 2015. Donne che sono state trasferite in comunità protette, dopo aver affrontato insieme agli operatori del centro il percorso previsto per il recupero della loro autonomia, in tutti i sensi.
Gli assessori Gian Piero Colombo (Servizi sociali) e Chiara Bottalo (Pari Opportunità) hanno presentato e commentato l’argomento dell’incontro, insieme a Chiara Sereno, psicologa Filo Rosa Auser e Gaetana Giambruno, responsabile dei Servizi sociali del Comune di Cerro Maggiore, ente capofila del progetto del Centro Antiviolenza, che raduna 51 Comuni, dell’area Legnanese, Castanese, Magentino ed Abbiatense, con tre Centri Antiviolenza, aperti da lunedì a sabato, a giorni alterni mattino e pomeriggio, offrendo anche un servizio di reperibilità telefonica “H24”.
Con il Centro anche alcune associazioni del territorio, come il Piano di Zona, Auser Ticino Olona e CIF, una rete di volontari disponibili per le donne che chiedono aiuto. Novità nel fenomeno: la partecipazione sempre più stretta da parte dei Carabinieri e della Polizia di Stato, che accompagnano le donne vittime di violenze al Centro.
Uno studio sugli ultimi tre mesi illustra l’età delle donne colpite da violenza: il 12% con meno di 30 anni, colpite da stalking; spesso le violenze si verificano dopo le separazioni, il 40%; il 37% delle donne che arrivano al centro sono diplomate, il 16% laureate.
Al Centro lavorano volontarie formate e professioniste come le psicologhe: il personale è del tutto femminile, con il supporto della rete dei Comuni e delle forze dell’ordine, nonché degli altri centri anti violenza. Quello di Legnano ha sede ai Servizi Sociali, ma entro l’anno potrebbero partire i lavori di recupero della villa di via Pasubio, bene confiscato alla criminalità organizzata, per accogliere il nuovo Centro Antiviolenza, su due piani.

















