Misurazioni fonometriche basate su criteri trasparenti, una presa di posizione chiara e coerente da parte dell’Amministrazione comunale e la sospensione dell’ordinanza che impone lo stop ai concerti alle 22, sono i tre punti su cui si basa oggi la protesta del Circolone di Legnano, i cui referenti si battono da anni per trovare un accordo con chi ne contesta l’attività.
Ma l’oggetto della contesa, in particolare con i residenti di via Gaeta che da oltre dieci anni si lamentano per il “rumore“ prodotto dal Circolo Fratellanza e Pace di via San Bernardino, ha contorni più vasti e ormai sembra essere diventato anche di carattere politico.
Nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 18 febbraio, e rigorosamente non oltre le 22, si è svolto al Circolone un particolare momento di musica ed incontro, mirato a sensibilizzare più soggetti possibili sulla questione, che adesso impone di nuovo al circolo lo stop musicale anticipato, che è vissuto come un vero e proprio bavaglio.
Per contenere le emissioni sonore del locale, nel suo cortile interno è già stata innalzata una parete fonoassorbente di sei metri, e i gestori del locale si stanno organizzando per alzarla ulteriormente.
“Siamo uno spazio sociale e ce la mettiamo tutta da anni per non disturbare il vicinato. I controlli richiesti ad ARPA ogni volta si basano su parametri diversi e sono malfatti, e questo è inaccettabile. Difendiamo questo palco-laboratorio che è importante anche per gli artisti: il Circolone non è un bar ma un’impresa culturale, punto di riferimento per la musica e lo spettacolo, fucina di artisti e centro di aggregazione giovanile, riconosciuto anche dal Comune con una benemerenza nel 2004”, ha spiegato Vittoriano Ferioli, presidente della Cooperativa del Circolo.
In tanti ieri sera ad assistere all’avvicendarsi di musicisti e cantanti sul palco del locale, e in tanti a firmare la petizione per il sostegno del Circolone: “Grazie a tutti per questo vostro abbraccio fisico”, ha detto Ferioli ai presenti.

















