L’Istat ha reso noti in questi giorni i dati territoriali dell’inflazione di settembre, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la tradizionale classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.
Come si legge nella nota di UNC, al primo posto c’è Vicenza che, con la seconda inflazione più alta d’Italia, +5,2%, ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.444 euro per una famiglia media.
“Medaglia d’argento per Rimini che, con un’inflazione del 4,6% rispetto a settembre 2025, ha un incremento di spesa pari a 1.331 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Como, che con +4,4% ha una spesa supplementare pari a 1.319 euro per una famiglia tipo.
Appena fuori dal podio Terni dove con +5%, la terza inflazione più elevata del Paese, le famiglie registrano una batosta pari a 1.305 euro. In quinta posizione Pistoia che con +4,6% ha una maggior spesa annua di 1.294 euro. Seguono Venezia (+4,5%, +1.274 euro), Arezzo (+4,5%, +1.266 euro), all’ottavo posto Verona (+4,5%, +1.250 euro), poi Bolzano (+4,1%, +1.246 euro). Chiude la top ten Ferrara (+4,3% e +1244 euro). Roma è in undicesima posizione (+4,3%, +1.230 euro).
L’inflazione più alta, pari a +5,3%, a Reggio Calabria e Siracusa che, in termini di spesa aggiuntiva, sono, rispettivamente, al 37° posto con +1.087 euro e al 14° con +1.224 euro. La quarta maggiore inflazione a Macerata e Palermo con +4,9%.
Sull’altro fronte della classifica, la Medaglia d’oro come città più risparmiosa va a Brindisi, dove con +3,9% si ha un aggravio annuo di “appena” 746 euro. Al secondo posto Benevento dove, grazie alla quarta minore inflazione d’Italia ex aequo con Piacenza, +3,5%, si registra un incremento di spesa di 766 euro. Medaglia di bronzo per Olbia-Tempio (+3,9%, +774 euro).
Seguono Bari (+4,1%, +806 euro), Caserta (+3,7%, +810 euro), Trapani (+3,6%, +831 euro), al settimo posto Cagliari (+4,1%, +836 euro), poi Sassari e Imperia, ex aequo con +853 euro. Chiude la top ten delle virtuose Ancona: +887 euro, +3,8%. L’inflazione più bassa del Paese è a Cremona (+3,1%), al secondo posto Aosta (+3,2%) al terzo Firenze e Parma (+3,4%).
Per quanto riguarda le regioni, la Medaglia d’oro delle più rincarate va al Veneto (+4,4%, +1.191 euro), al 2° posto il Lazio (+4,3%, +1.176 euro). Al terzo posto, con +1.153 euro, il Trentino (+3,9%). La regione più virtuosa è la Puglia (+4,3%, +792 euro)”.


















