E’ intervenuto anche il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice al dibattito intitolato “Lampedusa, un crocevia del dialogo multilaterale”, tenutosi ieri sera a conclusione della terza giornata della “Giornata della memoria e dell’accoglienza”, che si chiude oggi sull’isola.
Cambiare prospettiva: l’integrazione non è il punto d’arrivo di un processo, ma quello di partenza. È il senso dell’intervento di Radice: “A Lampedusa, nel luogo che più di ogni altro ci ricorda cosa significa attraversare il Mediterraneo, ho portato una convinzione: nelle città le persone ritornano persone smettendo di essere soltanto migranti, extracomunitari o richiedenti asilo. Nelle città diventano ragazzi che vanno a scuola, giocano a calcio, imparano un mestiere, fanno volontariato. Persone con un nome, una storia, delle capacità e un futuro. Per questo credo che dobbiamo cambiare prospettiva. Fino a oggi abbiamo affrontato la questione immigrazione in questa sequenza: controllo, accoglienza e integrazione. Con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi: morti in mare e integrazione, in tanti casi, estremamente complessa. Allora proviamo a seguire una sequenza diversa: integrazione, accoglienza, e controllo. Questo non significa rinunciare al controllo delle frontiere; significa, piuttosto, partire dalle persone, dalla scuola, dalla formazione, dalle competenze, dalle relazioni e dalle opportunità, ossia da quello che produce realmente integrazione.
È il Patto europeo per il Mediterraneo che parla in modo esplicito di “Talent Partnerships”, ossia di mettere in relazione la formazione e le competenze dei giovani delle due sponde del mare con i fabbisogni delle nostre imprese. La realtà è che sul nostro territorio ci sono aziende che cercano persone e competenze e che dall’altra parte del Mediterraneo ci sono giovani che cercano opportunità. Qui deve giocare il suo ruolo la politica, facendo in modo che questi bisogni si incontrino legalmente, in sicurezza e costruendo insieme un percorso di formazione, lavoro e integrazione.
Forse è proprio questo che Lampedusa ci chiede: cambiare la nostra visione sull’immigrazione, fino a oggi vissuta esclusivamente come un problema da governare. Prima vengono sempre le persone”.
Nelle scorse ore il sindaco la preso parte anche al momento di ricordo a Lampedusa del naufragio del 3 ottobre 2013, e alla deposizione della corona di fiori in mare con le autorità.



















